Agli Orsi piace il Sudamerica

Per la prima volta un film peruviano si aggiudica un riconoscimento internazionale

Da qualche tempo ormai la critica cinematografica intenazionale sembra non vere occhi che per le pellicole in arrivo dal Sudamerica. La Berlinale di quest'anno, capeggiata da Tilda Swinton, conferma il trend e per il secondo anno consecutivo premia col maggior riconoscimento - l'Orso d'Oro - un film in arrivo proprio dall'America del Sud.

Lo scorso anno il brasiliano Tropa de Elite conquistò i giurati, quest'anno per la prima volta il premio è stato assegnato ad un'opera peruviana: La teta asustada di Claudia Llosa. La storia rende spunto dalla leggenda locale secondo cui ai figli delle donne violentate benga trasmesso il terrore per il sesso attraverso il latte materno. La vicenda si svolge dal 1980 al 2000 e ha per prostagonista proprio una ragazza, figlia di uno stupro, che escogiterà un bizzarro espediente per esorcizzare le sue paure. Il film ha un tema del tutto attuale , ma vuole indagare i meccanismi che il clima di violenza e paura diffuso nella società esercita sulle persone, il registro stilistico rivela il tocco femminile della regista. E il Sudamerica vince ancora con Gigante, pellicola uruguayana che si aggiudica tra gli altri il Gran Premio della Giuria.