Addio a Peter Falk, insostituibile tenente Colombo

È morto all'età di 83 anni l'attore che ha permesso alla tv di superare il cinema, per una volta

È morto all'età di 83 anni Peter Falk. Un attore qualunque? No, l'interprete di un personaggio che ha permesso ad una serie televisiva di sorpassare il cinema: il tenente Colombo. Mettiamola così. C'è ancora chi si ostina a credere che sotto il tappeto di una fiction non ci sia il surrogato dell'epoca in cui prendono forma certe storie.

COLOMBO, L'OUTSIDER - Nell'America degli anni '70 era così, punto e basta. Gli USA non sapevano più che farsene dei detective vecchio stampo – Philip Marlowe di Chandler era andato in pensione da un pezzo – perché il Paese era disilluso. Erano i tempi della guerra in Vietnam, del Watergate, degli intrighi di potere che portavano a diffidare persino della giustizia. Il cinema decantava i giustizieri con una Magnum 44 alla mano, come l'ispettore Callahan, dietro lo sguardo glaciale di Clint Eastwood. Il piccolo schermo se la suonava e se la cantava con Kojak, il tenente pelato di Telly Savalas. Il tenente Colombo era venuto prima, era spuntato nell'America sessantottina e quatto quatto aveva attraversato uno dei peggiori periodi della storia statunitense. Con quell'aria trasandata, quell'impermeabile che sembrava comprato per pochi spiccioli in un mercatino dell'usato, con quello stile bonaccione su cui nessuno avrebbe scommesso un fico secco, tranne lo spettatore.

IL RISCATTO CON LA TV - Lo spettatore, più di quanto non avesse fatto lo star system della fatiscente Hollywood, lo aveva apprezzato perché quel volto in prestito era formidabile. Peter Falk, l'attore newyorkese dal sangue mezzo russo e mezzo ungherese, lo avevano avvistato in pellicole da memoriale come Angeli con la pistola (1961) di Capra o La grande corsa (1965) di Edwards. Eppure con Colombo arrivò il riscatto dell'attore bistrattato, che non era un caratterista qualunque per il suo occhio deformato, ma colui che sublimò il detective nell'ultimo scorcio del XX secolo, schiacciando persino “Detective per amore”, lo zuccherino investigatore di Tony Franciosa degli anni '80. Il tenente Colombo è andato avanti per altri decenni ancora – Amazon UK svende a poco più di 60 Euro il cofanetto in dvd di tutta la serie – perché per una volta il piccolo schermo si era trasfigurato in settima arte, dondolando con disinvoltura tra il diametro della sceneggiatura e i movimenti di macchina da presa (il ventenne Steven Spielberg firma anche un episodio della serie).

IL CIELO SOPRA BERLINO - Peter Michael Falk resta un attore con la "a" maiuscola e il tenente Colombo l'anima serigrafata per affrontare il racconto cine-televisivo come non succederà mai più. Oggi abbiamo capito che la vera identità dell'attore portato via dall'Alzheimer ce l'aveva svelata il profeta Wim Wenders nel film Il cielo sopra Berlino: nella storia Falk era stato un angelo che aveva rinunciato all'immortalità per il vivere il mondo da protagonista, senza stare più a guardare. A guardare c'eravamo noi, perché il tenente Colombo ha attraversato la vita vera, quella prigioniera dello schermo.