San Valentino al Bacio

Storia, arte e percorsi da dividere in due nella giornata più zuccherosa dell'anno

È dal 496 d.C. che si rinnova annualmente la festa di San Valentino, croce e delizia dei single a caccia della propria metà, ma anche delle coppie che per l'occasione tornano a domandarsi cosa fare o cosa regalare al partner per la serata più romantica del calendario. Sapere della sorte che toccò al santo vescovo patrono di Terni aiuterà a relativizzare i propri patemi.

UNA STORIA D'AMORE - Nel III secolo dopo Cristo, il nostro Valentino prese l'abitudine di unire in matrimonio le coppie a cui era stato negato il consenso da parte dell'imperatore. Prima Claudio II, poi Aureliano lo condannarono per questo alla prigionia, ma fu decapitato per decisione di quest'ultimo imperatore. In qualche modo è lecito affermare che Valentino perse la testa per via dell'amore, non quello vissuto sulla sua pelle, ma su quella altrui. Detto ciò, voilà qualche idea su come trascorrere la giornata dedicata alla memoria del santo, tra mostre e luoghi suggestivi.

MOSTRA AL BACIO - L'esposizione regina della ricorrenza non può che essere quella delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, intitolata Il Bacio. Tra Romanticismo e Novecento. Tra le opere in mostra spicca la tela omonima di Francesco Hayez: l'originale del dipinto è custodito alla Pinacoteca di Brera, a Milano (che a questo punto può essere ulteriore meta di una romantica gita), mentre ne circolano altre copie sempre firmate dall'Hayez, come quella esposta a Pavia. Quest'ultima ha la caratteristiche di ritrarre la donna amata in abito bianco, rispetto all'azzurro dell'originale, per il resto non muta affatto la carica di desiderio e sensualità che trasuda dall'abbraccio fra i due amanti.

APPUNTAMENTO AL BUIO - Del tutto diverso è Dialogo nel Buio, proposto all'Istituto Ciechi di Milano. Si tratta di un'esperienza che coinvolge tutti i sensi ad eccezione della vista: volendo fare della facile ironia, sarebbe perfetta per celebrare l'amore di coppia scoppiato dopo un appuntamento al buio. Avvolti nell'oscurità, con l'aiuto di un bastone e di una guida, si viene condotti in diverse sale che riproducono contesti disparati: c'è il bosco, la città, una cucina, una barca. Al termine del percorso emergono sensazioni e riflessioni nuove sulla percezione della realtà quotidiana e se non è abbastanza, all'uscita di Dialogo nel Buio c'è CaféNoir, un bar vero e proprio dove viene servito un aperitivo accompagnato dalle note di un pianoforte, sempre rigorosamente al buio. Non è possibile incrociare sguardi romantici, ma la parola acquista potere.

L'immagine ritrova la propria centralità alla Galleria Carla Sozzani, dove proprio il 14 febbraio inaugura la personale del fotografo Guy Bourdin, al cui centro della propria ricerca artistica troviamo il desiderio, la bellezza, la sessualità. Parole che forse non faranno rima con amore, ma che certo non gli sono estranee.