Magnificamente Mariangela

A 71 anni ci dice addio la Melato: "Recitare per me è un bisogno come quello di amare o di andare in bagno"

Un'Attrice, una delle più grandi. Una Donna, una delle più eleganti e carismatiche. Ironica e di una bellezza ancestrale, Mariangela Melato ha dato l'anima, sempre e comunque, sul palco o sullo schermo, grande o piccolo che fosse.

A TUTTO SPETTACOLO - Mariangela Melato ci ha lasciato. 71 anni e una carriera meravigliosa a 360 gradi che l'ha consacrata come una delle più grandi Artiste della scena italiana, e non solo. Milanese doc, studia pittura a Brera, lavora come vetrinista alla Rinascente e, non ancora ventenne, si dà al teatro. Dario Fo, Luchino Visconti, Giorgio Strehler e Garinei e Giovannini sono solo alcuni degli illustri nomi che ce l'hanno fatta amare in ruoli così diversi tra loro. La ricordiamo come sciura meneghina, snob e innamorata, in Travolti da un insolito destino di Lina Wertmüller; ci ha scosso interpretando Fedra, Medea e Maisie di Ronconi. Ha ballato e cantato con grande disinvoltura nella commedia musicale Alleluia Brava Gente sulle note di Domenico Modugno e Renato Rascel. Al cinema, Elio Petri ha saputo cogliere la sua verve drammatica in La classe operaia va in paradiso, così come Giuseppe Bertolucci in Oggetti smarriti o Mario Monicelli in Caro Michele. Poliedrica come poche, in televisione ha commosso nella sua recente Filumena Marturano a fianco di Massimo Ranieri e si è cimentata nel ruolo brillante di soubrette in storici varietà degli anni Ottanta come Al paradise con la regia di Antonello Falqui.

INFINITO FASCINO - "Bella no, ma strana" come amava definirsi, è stata uno dei simboli di Milano, con la sua sagacia, la sua fortissima personalità capace, ieri come oggi, di far innamorare sia il pubblico, anche quello più intellettuale, sia la critica, che le ha tributato un incredibile numero di riconoscimenti fra cui otto David di Donatello e cinque Nastri d’Argento. La sua gloriosa carriera le è valsa inoltre la nomina a Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. "Bisogna diffidare di due categorie di persone: quelle che non hanno personalità e quelle che ne hanno più di una" - aveva dichiarato. E ancora, "Madonna recita? E io ballo" - aveva scherzato sulle pagine de Il Sole 24 Ore, raccontando il noto one woman show Sola me ne vo', in scena nella sua Milano.

Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, la omaggia così: "Come distinguere una grande attrice da una grande amica? Per me è impossibile scindere le due cose, come è impossibile dire che cos'è Mariangela Melato per il teatro, per il cinema, per la televisione. Sarebbe stucchevole cercare aneddoti di ricordi personali... L'unica cosa che farò è non cancellare mai dalla mia rubrica telefonica il suo numero di cellulare".

Ci auguriamo che Milano le dedichi una piazza e, ancora meglio, un teatro.

Di Andrea Dispenza e Ivan Donati