Le follie di Milano Moda

20 metri di parete verticale per il "Vertical Catwalks" (sfilata in verticale) di Exte'

Si è visto di tutto alle sfilate milanesi di questi giorni.
Da Keith Flint (cantante dei Prodigy) e il suo gestaccio, alle magliette con scritte sataniche per Versace, dalle sculacciate di Christina Aguilera ai modelli di D-Squared, al caldo torrido delle passerelle di Cavalli per la rottura dell'impianto di condizionamento dell'aria, fino alla manifestazione di animalisti in azione di fronte alle sfilate di D&G e Gucci e poi i teschi con le croci e le foglie di marijuana da John Richmond.

Avvolta in abito di pelle aderentissimo Christina Aguilera tira giù i pantaloni, sculaccia fondoschiena e poi, da vera diva, si siede sulle ginocchia di un invidiatissimo modello. Lo show è il clou della sfilata di Dsquared (marchio del gruppo di Renzo Rosso) che i gemelli canadesi Dean e Dan Caten hanno immaginato come una festa di addio al celibato, dove non poteva mancare la sorpresa finale: l'arrivo della superstar americana. 

Finalmente un'idea fantasiosa e che non si dimenticherà facilmente si è vista, invece, nel pomeriggio di ieri alla sfilata di Exte', presentata nella cornice verdeggiante dei giardini della Triennale.
Nella "tribù urbana" di Exte', tra gli skaters e gli hip-hoppers, hanno fatto il loro ingresso anche i Passagers, 20 acrobati francesi che, nelle vesti di modelli, hanno dato vita al primo autentico vertical catwalks (filata in verticale), arrampicandosi su una parete di 20 metri, 4 passerelle verticali, 25 tonnellate di struttura complessiva, con cavi e funi e sfilando in orizzontale dall'alto verso il basso e poi all'indietro dal basso verso l'alto. Sdrucito o fasciato in T-shirt a fior di pelle, infilato in pantaloni ergonomici al polpaccio ispirati al mondo dell'Hip Hop, l'uomo Exte' è uno che vive per la strada e ha l'aspetto sdrucito anche quando indossa il completo gessato. Ai piedi scarpe da basket con graffiti, aerografate le T-Shirt in jersey e maglia, decorate con teschi e pistole color argento o con animali coloratissimi molto pop. Come logo, la X asimmetrica del marchio. Spazio ai colori, dal giallo zolfo all'arancio semaforo e al verde bandiera.

A parte le varie trovate fantasiose e a volte anche banali, a dominare la scena sono stati i jeans: di tutti i tipi, ma soprattutto in classico denim blu, consunti e rovinati ad arte, quelli da D&G. Ricamati con donnine o tagliati a bermuda da Dsquared, borchiati da Gaetano Navarra, in stile sciolto e hippy-chic sulla scena di Gucci, con la scritta 'Viva Las Vegas' sul sedere da Richmond. In accoppiata con il più informale degli indumenti, le giacche perfettamente tagliate, perfino da smoking.

Un po' deludende l'attesa linea firmata dall'attore John Malkovich che non ha suscitato molto entusiasmo. Indossati dagli allievi di una scuola milanese di judo, abiti cosmopoliti, dalla camicia alla corena ai pantaloni da judo fino a morbidi completi di cotone cinese. Un viaggio di stile intorno al mondo ''fatto di tutte le bellezze che ho avuto la fortuna di vedere'' -dice l'attore.

Un hippy di lusso, con eleganti caftani anticati, il giovane uomo che rappresenterà, nell'estete 2005, l'immaginario maschile Gucci, nella versione elaborata dallo scozzese John Ray. La sua scelta punta su un mix da viaggio esotico, sciolto e sensuale. Gli eleganti completi chiari con martingala, portati con morbide bluse a djelabbah, si alternano ai caftani corti, in lino tintinnante di artigianali decori metallici, oppure a quelli lunghi, in garza di seta a stampa batik, portati come vestaglie e copricostumi. L'eleganza della sera è in giacca damascata, marrone glassato, con pantaloni e fascia nera: ma il focus è sulla camicia tabacco, in morbida garza di cotone stropicciata, senza collo, morbidamente infilata nei calzoni da smoking. Nel complesso riecheggiano gli anni a cavallo tra i 60 e i 70, ma con molto più lusso e senza alcuna sciatteria, neppure snobistica.

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