Fernet-Branca, una storia eccellente

L'amaro in bocca che delizia i palati da 170 anni, insieme ai tanti prodotti della Fratelli Branca Distillerie

Conoscere le 27 spezie. Dosarle correttamente. Saperle lavorare. Nei tre segreti della preparazione del Fernet-Branca è nascosta la ricetta del successo che in 170 anni ha consacrato la Fratelli Branca Distillerie, storica azienda milanese fondata nel 1845, in una delle più affermate realtà italiane. Emblema di quel Made in Italy che ha permesso al celebre liquore digestivo dal sapore amarognolo di conquistare il mondo, basti pensare all'Argentina, dove il grande impianto di Buenos Aires ne produce annualmente 50 milioni di bottiglie.

Sono invece 20 milioni le bottiglie dei vari prodotti Branca che escono ogni anno dalla sede milanese, unico stabilimento europeo del brand, per essere esportate in Europa, Africa e America del Nord. Con tutto il loro bagaglio di aromi e valori dell'azienda che, giunta alla quinta generazione, ha saputo portare avanti, nel segno di Novare Serbando, ovvero rinnovarsi conservando la tradizione.

Centosettantanni tondi tondi, si diceva. Celebrati quest'anno con un grande evento al cospetto del sindaco e del Presidente e Ad Niccolò Branca. Per l'occasione è stato presentato il volume illustrato Sulle ali dell’eccellenza, edito da Rizzoli e il francobollo personalizzato della serie Le eccellenze del sistema produttivo ed economico emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’annullo speciale di Poste Italiane. Ma il modo migliore per scoprire gli aneddoti legati alla storia del Fernet è farsi guidare dalle parole di Marco Ponzano, curatore del Museo Collezione Branca, allestito negli spazi dello storico stabilimento di via Resegone 2 a Milano.

La copertina del volume Sulle ali dell’eccellenza edito da Rizzoli

La copertina del volume Sulle ali dell’eccellenza edito da Rizzoli

ALL'ORIGINE DI UN MITO, ESPRESSIONE ECCELLENTE DEL MADE IN ITALY

In principio fu Bernardino Branca, di professione speziale, che nel 1845 mise a punto un preparato a base di erbe per la cura del colera e della malaria. Fu subito un successo. Al punto che nel 1850 venne aperto in viale di Porta Nuova il primo stabilimento del Fernet Branca, con 300 operai. Divennero ben 900 nel 1910, quando inaugurò la sede attuale, che conta oggi 250 dipendenti. Al suo interno, sono conservate 300 botti per lo Stravecchio, 500 botti per il Fernet, ciascuna con una capacità di 25.000 litri.

Le enormi botti conservate nelle cantine dello stabilimento Branca

Le enormi botti conservate nelle cantine dello stabilimento Branca

Scelte con cura, le 27 erbe selezionate che compongono il Fernet-Branca provengono da quattro continenti. Tra queste, l'aloe dal Sud Africa, il rabarbaro dalla Cina, la genziana dalla Francia, la galanga dall'India o dallo Sri Lanka, la camomilla dall'Europa e dall'Argentina, per fare alcuni esempi. Fiori, radici, piante ed erbe vengono elaborate in infusi alcolici, estratti o ancora decotti.

Il processo di produzione viene completato solo dopo un anno, quando la miscela, che ha riposato nelle grandi botti di rovere dello stabilimento, ha affinato tutte le componenti aromatiche derivanti dalle singole piante. Ma non di solo Fernet vive Branca. Oltre alla celebre bevanda, infatti, si annoverano altri pregevoli prodotti come Brancamenta, Stravecchio Branca, Caffè Borghetti, Grappa Candolini, Grappa Sensèa, Punt e Mes, per citarne alcuni. E poi, Carpano Classico e Bianco, Antica Formula, Sambuca Borghetti, il distillato premium Magnamater, la vodka Sernova, i vini Chianti Classici Villa Branca, lo spumante Bellarco e l’ultimo nato, Carpano Dry.

Sono 27 le spezie usate per la preparazione del Fernet-Branca

Sono 27 le spezie usate per la preparazione del Fernet-Branca

IL MUSEO COLLEZIONE BRANCA

Oltre mille metri quadrati che raccontano un pezzo di storia dell'industria, del design e del costume italiani. Inaugurato il 4 giugno 2009 e visitato ogni anno da circa 4000 persone, il Museo Collezione Branca è frutto di dieci anni di selezione, catalogazione e allestimento. Esposta nelle sale inebriate degli aromi di erbe e spezie, è una selezione di oggetti preziosi, che vanno dai materiali iconografici (le prime insegne e le immagini in bianco e nero), ai poster firmati dai più rinomati cartellonisti, come il più l'emblematico, dell’illustratore Leopold Metlicovitz diventato logo dell'azienda: un globo terracqueo sorvolato da un’aquila che tiene tra i suoi artigli, quasi come una conquista, la bottiglia di Fernet-Branca, depositandola in ogni parte del globo.

Una foto storica dello stabilimento Branca
Una foto storica dello stabilimento Branca
Senza dimenticare i bozzetti di campagne degli anni Settanta e Ottanta, che hanno reso la Fratelli Branca anche pioniera nel campo della pubblicità. E poi, mortai, alambicchi e distillatori. E ancora, le medaglie, i calendari annuali, i libri contabili, i registri, le lettere ricevute da Gabriele D'Annunzio o Eleanor Roosvelt, la ricostruzione degli uffici degli anni passati.

Infine, in ascensore si raggiungono le cantine sotterranee per ammirare le botti in rovere che da decine di anni fanno invecchiare, placidamente, il brandy e il Fernet. Ma la vera chicca è la Botte Madre, la più grande d’Europa, dove riposa il brandy Stravecchio: 6 metri di diametro per 6 e una capacità di 84.000 litri. Fu costruita nel 1892 all’interno della prima sede poi, nel 1910 fu smontata e ricostruita in due mesi nell’attuale posizione.

Il Museo Collezione Branca è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì alle 10.00 e alle 15.00, su prenotazione o invito, a gruppi di massimo 25 persone. Su richiesta vengono organizzate visite guidate in italiano e inglese (collezione@branca.it, telefono 02 8513970). Inoltre, in occasione di Expo 2015, da maggio ad ottobre sono previste aperture straordinarie per 7 giorni su 7.

LA TORRE BRANCA

È da sempre uno dei simboli della città. Disegnata dall'architetto milanese Gio Ponti, la Torre Branca svetta sui tetti di Milano con i suoi 108,60 metri dal 1933, quando venne eretta, in soli due mesi e mezzo, in occasione della quinta mostra Triennale. Realizzata interamente in acciaio speciale, ha forma piramidale a sezione esagonale: il lato alla base misura sei metri.

In poco meno di un minuto, l'ascensore porta fino in alto, permettendo così di godere un'insuperabile panoramica sullo skyline cittadino. Divenuta inagibile dal 1972, la Torre venne interamente restaurata e resa nuovamente accessibile dalla Fratelli Branca e ancora oggi è un segno tangibile della presenza e del legame dell'azienda con la città.