Di vin toscano

Dalla Costa degli Etruschi alla Maremma, fra nettari e progetti

C'è una Toscana delle colline. E ce n'è una del mare e della Maremma. Ci sono il Chianti, il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino, ma ci sono pure i vini che vengono dalla campagna e quelli che migrano verso Tirreno, sorbendone luce, brezza e leggerezza. Eccoli allora i nuovi attori di una regione in continuo fermento enologico.

VOLITIVO VERMENTINO - In livornese landa, lungo La Strada del Vino e dell'Olio Costa degli Etruschi, c'è un tratto in cui i vigneti rimano con i cipressi. Quelli che "a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar", come si legge nella celebre ode del Carducci. Quelli che accarezzano nettari mitici come il Sassicaia e l'Ornellaia. Quelli che, strizzando l'occhio al rubino Bolgheri doc, solleticano pure il bianco Vermentino. Protagonista assoluto di un ambizioso progetto, chiamato Ver.Tour.Mer - Vermentino di Terra e di Mare, che vede coinvolto un poker di regioni, quali la Toscana (con Castagneto Carducci e la Provincia di Livorno), la Liguria (con Castelnuovo Magra e la Provincia della Spezia), la Sardegna (con Sant'Anna Arresi, in provincia di Carbonia-Iglesias) e la Corsica. Unite in una serie di iniziative (quali eventi, appuntamenti, cartellonistica, video, guide cartacee, percorsi scaricabili sull'iPhon nonché un'enoteca multimediale) volte alla valorizzazione del vitigno vermentino. Che, nelle carducciane terre, svela la sua anima mediterranea, facendosi vino agrumato o fruttato, floreale o aromatico, minerale e vibrante o addirittura amaricante. Ed evolvendo in solarità, pienezza e dolcezza quando incrocia il sauvignon blanc. Come accade nel Costa di Giulia di Michele Satta.

I NETTARI DI NETTUNO - Ed è proprio la maison Satta a far parte dei Grandi Cru della Costa Toscana, associazione che, nel comune di Castagneto Carducci, contempla pure aziende del calibro di Grattamacco e Tenuta San Guido (dei Marchesi Incisa della Rocchetta); a Capoliveri, nell'Isola d'Elba, elegge la Fattoria delle Ripalte; e in quel di Suvereto, nella doc Val di Cornia, fra sughere e ulivi, vede emergere Petra, avvenieristica cantina firmata da Mario Botta e Terra Moretti. Un tempio di Bacco, dove nascono Ebo e Quercegobbe e dove matura anche Petra igt Toscana (70% cabernet sauvignon e 30% merlot), di cui si è recentemente tenuta una storica verticale (1997-2007) presso La Triennale milanese. Un vino elegante ed equilibrato, dalla tessitura complessa e dai toni granata, che ascolta il vento e il bosco, sente il freddo e il caldo, respirando il mare. Quel Mar Tirreno sul quale si affacciano pure i nobili nettari delle province di Massa, Lucca, Pisa (e proprio a Pontedera, il 13 e il 14 novembre, va in scena PisaUnicaTerra diVino), Livorno e Grosseto. Laddove riluce il Morellino di Scansano.

MAREMMA A MILANO - Ma attenzione. Il buon Morellino giunge in territorio meneghino, per un salone-salotto enologico: Maremma Wine Shire Milano, presso La Pelota di via Palermo 10 (in zona Brera), domenica 21 (dalle 17.30 alle 22) e lunedì 22 novembre (dalle 11 alle 20). A partecipare? Circa 160 aziende vitivinicole maremmane, per il totale di una docg (il Morellino di Scansano, per l'appunto), sette doc (Ansonica Costa dell'Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrina e Sovana) e due igt (Maremma Toscana e Toscano o Toscana). Tutte in assaggio (l'ingresso è di 15 Euro) e pronte a raccontare di un terra selvaggia, allagata dalla luce, dal silenzio e dal sole, dove l'uva regala vini felpati e carezzevoli. Come quelli della Tenuta La Badiola, a Castiglione della Pescaia, ovvero il bianco Acquadoro nonché il tris degli Acquagiusta: Vermentino, rosso e rosato. Figli di un paesaggio di rara bellezza, che vuole far conoscere al mondo le sue eccellenze enogastronomiche. Ecco perché la manifestazione approderà poi a Roma (nel gennaio 2011), tornerà a Grosseto (a maggio, al centro fieristico di Braccagni) e si trasformerà addirittura in Maremma Food Shire.

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