Bevo rosa

Fresco, sensuale e delicato, il rosé sboccia nel calice

A primavera sboccia il rosa. Anzi, il rosé, un vino sempre più apprezzato per la sua finezza, per il suo colore raffinato e per la sua rotondità al palato. Ma anche un nettare che molte aziende italiane hanno deciso con convinzione di produrre e mettere sul mercato. Assaggiamolo in alcune versioni.

ROSATUM EST - Lui è racchiuso in una bottiglia trasparente, bella, sensuale e molto femminile. Con l'etichetta rosa melagrana a far da suggello, "e anche a somigliare un po' a una giarrettiera", come ci ha svelato l'artista Paolo Menon, ovvero colui che l'ha pensata e ideata. È il Rosé Extra Brut Rosatum firmato Tenute La Montina, azienda franciacortina di Monticelli Brusati, che proprio nel 2010 festeggia il ventennale. Guardando al futuro e vedendo rosa: il rosa extra brut (in commercio dal prossimo ottobre), dalla spuma soffice e abbondante, dalle note di frutti di bosco e di frutta matura e dal gusto pieno e morbido, perfetto come aperitivo ma anche per accompagnare salumi, carni grigliate e formaggi erborinati. Ma il Bacco pink non è l'unica novità della maison. "Sono stati vent'anni intensi, e abbiamo più volte stravolto la cantina", dichiara Michele Bozza, direttore marketing e commerciale delle tenute. "Ci mancava l'immagine. Volevamo cambiarci d'abito". Detto, fatto. Con l'aiuto del creativo Menon, ecco un nuovo look, elegante e austero, quasi uno smoking che avvolge il vino. Una bottigla in noir, dalle linee sinose e dall'alto collo, impreziosita da un cammeo fuso nel vetro (raffigurante due leoni che reggono la tiara) nonché da un'etichetta che muta tonalità a seconda del vino: avorio per il Brut, verde per l'Extra Brut, argento per il Brut Satèn Argens, oro per il Brut Millesimato Aurum, melagrana per il Rosé Demi Sec e per il Rosatum, e nera con il logo dorato per il Vintage Riserva Pas Dosé. Dove trovarli? Direttamente in cantina, a prezzi che vanno dai 10 ai 20 Euro.

C'È IL CRUASÉ - Per favore non chiamatelo rosé. Lui è il nobile Cruasé, figlio naturale dell'Oltrepò Pavese, di sole uve pinot nero e del Metodo Classico. Una docg curiosa, nata dall'unione dei termini "cruà" (probabile nome di un antico vitigno del territorio) e "rosé". E al debutto, quest'anno, c'è proprio quello firmato dall'azienda Travaglino di Calvignano: il Montecérésino Cruasé Millesimato Brut annata 2007. "La filosofia del Cruasé", afferma Fabrizio Maria Marzi, direttore ed enologo, "è interpretata magnificamente dal Montecérésino, ottenuto dalle uve di una vigna che per caratteristiche pedoclimatiche rappresenta un grande cru di pinot nero". Insomma, un Cruasè di eccellenza. Il costo in enoteca è di circa 15 Euro.

IL MOMA ROSÉ - Bouquet di frutti rossi, profumi di rosa e un sapore soave anche per l'ultimo nato in casa Umberto Cesari, in quel di San Pietro Terme, nelle bolognesi terre: il Moma Rosé, equilibrato blend di uve sangiovese (al 70%) e merlot (al 30%), vinificate in bianco, grazie a un brevissimo contatto fra mosto e bucce. Un nettare fresco e giovane, ideale complice di antipasti a base di pesce, sformati di verdure e primi piatti leggeri.

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www.lamontina.it
www.travaglino.it