Mostra Paolo Pellegrin, Forma - Milano

La fotografia secondo Pellegrin

Il fotoreporter è al Forma con la personale "Dies Irae"

Dolore, polvere, sangue. L'obiettivo della macchina fotografica di Paolo Pellegrin ha visto di tutto. Un duro campionario di guerre e disastri naturali, esposto fino a maggio presso Forma. Titolo della personale: Dies Irae. Perché non c'è spazio per sorrisi e leggerezza, nella guerra come nelle terre martoriate dai disastri naturali. Ma si può comunque mantenere umanità e dignità. Questo traspare dagli scatti, a volte sfocati e sgranati, di Pellegrin. Vincitore di otto World Press, è il fotografo italiano più premiato di sempre. In quasi vent'anni di avventurosa carriera, dalla Cambogia al Kosovo, dal Darfur ad Haiti, passando per Iran, Iraq, Palestina e Indonesia, Pellegrin ha raccontato la realtà senza ricercare la perfezione artistica dell'immagine ma privilegiando sempre il valore documentale della fotografia. Un rigore e un'onestà che si ritrovano anche nei ritratti di star come Kate Winslet e Sean Penn, alla vigilia degli Oscar 2009. Una piccola divagazione, lontana dalle foto patinate di copertine e manifesti. Gli attori sono immortalati in momenti privati, con i volti estremamente naturali, come sollevati all'idea di non dover recitare di fronte al pubblico. Almeno per questa volta.