Mostra Klimt Recensione

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Klimt: tra immagini e musica

AUTORE
Erica Premoli
DATA NEWS
lunedì 6 febbraio 2012
ARGOMENTI
Klimt

Una mostra allo Spazio Oberdan celebra il grande artista austriaco nel 150esimo anniversario dalla nascita

Ci sono le meteore, quelle che durano il tempo di una personale o di una performance. E ci sono i maestri, quelli che -nonostante il passare del tempo e l'evolversi del gusto- riescono a stupire e stregare, sempre e comunque. Come Gustav Klimt. Idolatrato (e discusso) nella Vienna di inizio Novecento, è ancora capace di farci riflettere e sognare. E così Milano sceglie di rendergli omaggio, a 150 anni dalla nascita, con una grande mostra allo Spazio Oberdan. Un percorso in cui disegni, manifesti e documenti completano e arricchiscono una copia scenografica del Fregio di Beethoven, capolavoro klimtiano ispirato alla Nona sinfonia del compositore tedesco.

TUTTO È ARTE -
L'esposizione si apre con una serie di manifesti originali dell'epoca, che testimoniano come per Klimt e per tutti i secessionisti ogni forma espressiva fosse degna di essere considerata Arte. E così anche la grafica dà vita a piccoli capolavori: le forme sinuose e il lettering elegante dei poster realizzati da Koloman Moser e Leopold Stolba, i suggestivi accostamenti cromatici e l'impaginazione impeccabile della rivista Ver Sacrum, l'organo ufficiale del movimento secessionista. E i disegni autografi di Klimt, sensuali nudi femminili realizzati in preparazione del Fregio.

UN INNO ALLA LIBERTÀ -
Al centro del percorso c'è proprio questo monumentale omaggio a Beethoven, che, come afferma la curatrice Annette Vogel, "è la quintessenza della Gesamtkunstwerk, l'Arte Totale tanto cara ai secessionisti. In esso disegni, pittura, grafica si fondono dando vita a un'opera monumentale e spirituale, difficile da descrivere in poche parole. Nel Fregio si racconta della continua ricerca dell'uomo per la libertà, per l'amore e per la felicità: bisogni fondamentali che possono essere soddisfatti solo grazie all'Arte." E mentre in sottofondo scorrono le note della Nona sinfonia, il visitatore si perde ammirando l'accuratezza della riproduzione. Maria Porro, la giovane scenografa che ha realizzato la copia insieme a un team tutto al femminile, spiega: "Per riprodurre la matericità dell'originale (in cui Klimt inserì anche chiodi, sabbia e pietre dure, ndr) abbiamo usato materiali tradizionali come marmo di Carrara, pigmenti e polvere d'oro, e tecniche manuali quali la pittura e l'intarsio. Speriamo di essere riuscite a restituire almeno in parte la magia di quest'opera straordinaria." Il risultato è sorprendente, provare per credere.

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