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Operette morali Milano

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Spettacolo Operette morali, Milano

ATTENZIONE: Evento scaduto
CATEGORIA
Spettacolo
TIPOLOGIA
Prosa     
DATA
Dal 08/05/2012 al 13/05/2012
ORARIO
Da martedì a giovedì: ore 19.30; venerdì: ore 20.30; sabato: ore 19.30; domenica: ore 17.30
INDIRIZZO
Via Pier Lombardo, 14 (Zona Porta Romana)  Apri Mappa
CITTÀ
20135 Milano (MI)
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Giacomo Leopardi secondo Mario Martone

Dall'8 al 13 maggio, al Teatro Franco Parenti, Mario Martone dirige le Operette morali di Giacomo Leopardi. Il poeta di Recanati scrisse questa raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, novelle e dialoghi, tra 1824 e il 1832. Oggi, sedici quadri tratti dal testo leopardiano rivivono nell'adattamento firmato da Martone e dalla drammaturga Ippolita Di Majo. Un arguto viaggio attraverso tematiche esistenziali e questioni universali che mettono in rapporto l'uomo con la storia, con i suoi simili e con la natura. Dalla ricerca della felicità al dolore, dalla scienza al trascendente. Sul palco, nove attori danno voce ai dialoghi del grande poeta italiano, che prendono corpo in forma teatrale dopo più di un secolo.

INGRESSO
Da Euro 32 a Euro 40
Fascia di Prezzo
Alto
Spettacoli
Prosa
Commenti
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8 Biglietti Omaggio
Descrizione: Operette morali, in scena al Teatro Franco Parenti, è una pièce tratta dall'opera omonima di Giacomo Leopardi. Qual è il componimento di Leopardi che preferite e perché? Vincono due biglietti per lo spettacolo del 10 maggio i quattro commenti più interessanti.
Scadenza: 08/05/2012 alle 23.59
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COMPETITION SCADUTA
Hanno Vinto: Azzurra   gaia   Marta   Giorgia  
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:03
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:03
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:02
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:01
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:01
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:01
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:00
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
discorso sui costumi degli italiani
Di milena postato il 08/05/2012 21:16:00
Il Discorso sopra lo stato dei costumi degli italiani ti sconvolge per la sua attualità. Quando leopardi scrive che noi Italiani non abbiamo società civile né pubblica opinione descrive la condizione che ci rende così privi di senso della collettività..
venditore di almanacchi
Di Donatella postato il 08/05/2012 16:52:44
Un venditore di almanacchi, i vecchi calendari in stile "frate indovino", incontra un passante (il poeta) e i due cominciano a parlare dell'anno successivo. Entrambi sperano sia migliore dell'anno passato, ma nutrono molti dubbi. Emerge chiaramente il pessimismo leopardiano che contagia anche il venditore di almanacchi. Certo è che l'unica cosa che possono fare i due personaggi è continuare a vivere e aspettare di vedere se l'anno in arrivo sarà effettivamente ricco di belle notizie. Una bellissima scenetta teatrale, breve e intensa, adatta a grandi e piccini. Divertente, ma anche molto riflessiva. Come del resto qualunque riga scritta dal poeta di Recanati.
Il Mito Parabola della Ginestra
Di Giorgia postato il 07/05/2012 23:27:14
Indubbiamente "La Ginestra, o il fiore del deserto". Questa poesia di Leopardi, scritta alla fine della sua esperienza letteraria mette in evidenza l'evoluzione del pensiero pessimista che, nel corso degli anni, è maturato, riuscendo a trovare un'alternativa per sopportare la vita e la Natura Matrigna e nemica dell'uomo. La ginestra é l'allegoria dell'uomo che Leopardi auspica: un uomo che come questo fiore, non alzi il volto orgoglioso verso il cielo ma che attenda il suo destino con dignità, proprio come questo fiore, che sulle pendici aride del Vesuvio attende di essere di essere spazzata via dalla lava con consapevolezza. L'unica via che resta all'uomo é la solidarietà l'uno con l'altro, per meglio resistere alla Natura, nemica comune, disinteressata della condizione umana.
La quiete dopo la tempesta
Di Marta postato il 07/05/2012 12:04:59
"Piacer figlio d'affanno"...Questo componimento ci insegna quanto siano necessari e naturali i momenti di tristezza o di dolore per poter apprezzare a pieno quelli di gioia e piacere.
Di Naro
Di Eliana postato il 07/05/2012 10:38:10
Il componimento che preferisco e' "La Ginestra". Soprattutto gli ultimi versi esprimono un forte significato relativo all'umilta' e alla saggezza sell'uomo illuminato. L'immagine della Ginestra che costretta, non per volonta' sua, a soccombere con dignita' all'oppressore esprime il concetto ultimo e piu' alto a cui il poeta e' giunto alla fine della sua vita. L'uomo deve essere come la ginestra, senza presunzione e capace di affrontare la vita con onore e rimanendo umile.
Di Naro
Di Eliana postato il 07/05/2012 10:38:01
Il componimento che preferisco e' "La Ginestra". Soprattutto gli ultimi versi esprimono un forte significato relativo all'umilta' e alla saggezza sell'uomo illuminato. L'immagine della Ginestra che costretta, non per volonta' sua, a soccombere con dignita' all'oppressore esprime il concetto ultimo e piu' alto a cui il poeta e' giunto alla fine della sua vita. L'uomo deve essere come la ginestra, senza presunzione e capace di affrontare la vita con onore e rimanendo umile.
L'attrazione del suicidio.
Di NICOLA ARENARE postato il 04/05/2012 09:42:38
l'ASPIRANTE SUICIDA E' UN PAZZO LUCIDO CHE SA' QUEL CHE LASCIA MA NON SA QUEL CHE TROVA.
a Silvia
Di Nicola Arenare postato il 04/05/2012 09:36:03
Non e' bello quel che e' bello ma e' bello cio' che piace!
a Silvia
Di Nicola Arenare postato il 04/05/2012 09:35:58
Non e' bello quel che e' bello ma e' bello cio' che piace!
l'attrazione del suicidio
Di Azzurra postato il 03/05/2012 17:59:40
Un solo frammento - sul suicidio - è sufficiente per abbracciare l'"infinito" Leopardi. Pochissimi convengono ancora che le cose antiche siano veramente più felici e belle di quelle attuali, e anche questi rari individui le riguardano come cose alle quali non si deve più pensare perchè la natura umana e le circostanze sociali sono cambiate. Ma la natura in realtà non è cambiata, e un'altra felicità è impossibile da ritrovare se a cambiare non è la nostra mentalità e stile di vita. La filosofia stessa non può vantarsi di ben riuscire nei suoi studi se non è nemmeno in grado di ridurci in uno stato in cui essere, anche solo miseramente, felici. Sarà per questo che la messa in scena del suicidio prende piede, oscura ogni possibilità di speranza e per di più ha perso quella spinta di eroismo e virtù che lo caratterizzava nelle epoche antiche e lo limitava alle personalità illustri?
A Silvia
Di Giuseppe postato il 02/05/2012 18:14:26
molti giovani dicono che siano versi di uno sfigato che forse ha immaginato, sognato e non ha avuto mai il coraggio di farsi avanti perchè si riteneva brutto e impresentabile, ma a volte le donne belle stanno con uomini che le sanno far ridere, le sanno ascoltare e capire (a volte quanto è difficile), le sanno regalare tanti momenti felici, e l'esser belli è solo una questione estetica. ciò che dura per sempre è la personalità, non l'estetica, quella va via dopo i primi mesi.
perciò Giacomo, la prossima volta, provaci... al massimo prenderai un palo... oppure avrai conquistato la tua bella!

(rivisitazione giovanile di A Silvia)
A Silvia
Di maura postato il 01/05/2012 14:47:42
A SILVIA
<< Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi? >>
E' bello abbandonarsi alle promesse della giovinezza
il ricordo di quello che erano i nostri sogni adolescenziali
Ed ora ? Facciamo ancora in tempo a chiederci se le nostre attese sono state esaudite
ma sarà la vita percorsa fino ad oggi a dare la risposta, o in alternativa ci resterà
ancora del tempo per inseguirle....
Nel cortile c'è un susino:
Di titta postato il 30/04/2012 18:51:39
Questa frase mi ricorda quanto bisogna rispettare la natura poichè i posti meravigliosi che ella ci da l'uomo continua a distruggere per costruire cemento...anche un susino in un cortile non viene risparmiato. Povero.
Canto notturno di un pastore errante
Di alessia postato il 30/04/2012 11:26:07
Il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia...bastano questi pochi versi per spiegare il perchè mi piaccia questo canto "Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, Contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga Di riandare i sempiterni calli? Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga Di mirar queste valli?" "Forse s'avess'io l'ale Da volar su le nubi, E noverar le stelle ad una ad una, O come il tuono errar di giogo in giogo, Più felice sarei, dolce mia greggia, Più felice sarei, candida luna."
tra questa immensità s'annega il pensier
Di gaia postato il 29/04/2012 23:03:14
mio....e il naufragar m' è dolce in questo mare...L'INFINITO. è il componimento di leopardi che mi ha avvicinata al metafisico..L'esperienza dell'Infinito è un'esperienza duplice, che porta chi la compie ad essere in bilico tra la perdita di se stesso e il piacere che da ciò deriva (e il naufragar m'è dolce in questo mare verso). opera che descrive il contrasto tra ciò che è limitato e ciò che è illimitato (l'ostacolo e l'infinito spaziale), e tra ciò che è contingente e ciò che è eterno. Spinge ad andare oltre a immaginare a riflettere sui ricordi per andare oltre direi che è un ottimo insegnamento di vita!
Dialogo della natura e di un islandese
Di Azzurra postato il 29/04/2012 16:05:14
"Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? " chiede la Natura all'Islandese che la rifugge; domanda imperiosa che vorrei fare a tutti gli esseri umani, che sperperano, sprecano, inquinano e distruggono le bellezze che la natura offre e crea, senza capire che non è tutto a nostra disposizione, e talvolta la natura si ribella, dacché "quest'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo".
Dialogo della natura e di un islandese
Di Azzurra postato il 29/04/2012 16:05:11
"Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? " chiede la Natura all'Islandese che la rifugge; domanda imperiosa che vorrei fare a tutti gli esseri umani, che sperperano, sprecano, inquinano e distruggono le bellezze che la natura offre e crea, senza capire che non è tutto a nostra disposizione, e talvolta la natura si ribella, dacché "quest'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo".
Alla luna
Di Marina postato il 28/04/2012 11:02:14
Il ricordo, come l’illusione e la nostalgia esprimono un po' il piacere di essere trisiti :-)
Meditazione..
Di Valentina Des postato il 27/04/2012 17:21:17
..musicalità della natura .. folgorazione interiore, rapida e segreta "Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare"
Il tramonto della Luna
Di Arianna postato il 27/04/2012 16:56:05
Una consapevolezza del se, della vita che inesorabile scorre, di come c'è un inizio e l'inevitabile fine. Credo sia un pensiero assoluto, una presa di coscienza stupenda.
il sabato del villaggio
Di paola postato il 25/04/2012 22:34:44
E' una delle poche poesie che conosco di Leopardi dove sembra, almeno nella prima parte, aver abbandonato il suo pessimismo cosmico. Il sabato viene vissuto con gioia perchè il giorno seguente è festa. Riemerge però il suo pessimismo nel finale dove non si gode nemmeno la domenica e s'incupisce pensando già a cosa ci si aspetta l'indomani e cioè ad una nuova giornata lavorativa.
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