Mura a Milano

Dal mito della Caverna di Platone alle barriere moderne. Quando gli oggetti recitano

ATTENZIONE: Evento scaduto

Sul palcoscenico recitano gli oggetti. Nello spettacolo Mura, a Milano dal 13 al 16 novembre, il regista Riccardo Caporossi si fa ispirare dal mito della caverna di Platone e mette in scena un'allegoria sul sapere e sulla distanza che separa l'immagine dalla realtà.

Da questa lontananza, secondo Caporossi, nasce la divisione tra uomini, che porta a costruire barriere, steccati. Mura di mattoni o muri mentali, che hanno però la stessa funzione. Che sia a Berlino o nella testa, una parete ha solo uno scopo: separare.

In scena solo oggetti e le mani di Caporossi

In scena solo oggetti e le mani di Caporossi

Non solo filosofia, ma anche gioco. Nello spettacolo non mancano ironia, toni fantastici e surreali. I cinquanta mattoni che compongono il muro proiettano ombre di mani, scarpe, cappelli, bastoni, ombrelli e raccontano piccole storie. Passo dopo passo la sagoma di questi oggetti accompagna il pubblico a smantellare la barriera e a creare uno spazio comune.

Il regista Riccardo Caporossi crea spettacoli che si concentrano sull'importanza del gesto e sull'assenza di parole, con un rimando a Chaplin e a Beckett, ma anche a Magritte.

Il regista Riccardo Caporossi

Il regista Riccardo Caporossi

Per ogni sua opera, Caporossi realizza una serie di story-board che creano dei veri e propri testi per immagini. Un linguaggio originale ed estetico, che ha fatto guadagnare al regista diversi premi (Premio Ubu, Premio della Critica Teatrale Italiana). Lo spettacolo Mura è in scena al Teatro dell'Arte dal 13 al 16 novembre.