Macelleria messicana è un documento fantastico su due personaggi emblematici dell'adesione al fascismo. Il testo, scritto da Enrico Groppali e portato in scena da Giancarlo Cobelli, richiama l'espressione utilizzata dal capo partigiano Parri, per commentare e deprecare l'atto di appendere i cadaveri di Mussolini e Claretta Petacci in Piazzale Loreto.
Va in scena la storia di un uomo e una donna, che poi scopriremo essere il Conte e la Contessa, sua moglie, rifugiati in casa e separati solo da un tramezzo. I due parlano, ma fra di loro non vi è una vera forma di comunicazione, bensì un fiume di fantasmi e di ossessioni, prima fra tutte quella che li ha portati a consacrarsi all'ideologia fascista.