Ma quante paure abbiamo? Tante. E di ogni genere. Da quelle più serie a quelle più frivole. È su questo tema che è incentrata la pièce Kvetch, che in ebraico significa piagnisteo, scritta dal drammaturgo inglese Steven Berkoff. Una commedia graffiante e comica, un affresco amaro di varia umanità, inquietante ed allo stesso tempo tenero. Poetico, triviale, a tratti irritante. Un girotondo di lamenti, di grida soffocate, di sogni di fuga, di furie represse che non trovano mai sfogo.
In scena cinque personaggi fra loro legati: Donna, moglie e casalinga frustrata, che sogna una vita sessuale più frizzante; Frank, marito e rappresentante commerciale, con pulsioni omosessuali; la suocera, invadente, dagli imbarazzanti problemi intestinali, consapevole della sua fastidiosa presenza in famiglia; Al, problematico collega di Frank, abbandonato dalla moglie e timoroso di ogni sua azione; e George, arrogante uomo d'affari, anch'egli lasciato dalla sua compagna. Cinque bislacche fugure, che tra loro parlano, senza andare mai d'accordo e che come un flusso di coscienza vengono sbattuti in faccia alla spettatore.
Sul palco del Teatro Libero Lorenzo Bartoli, Luca Di Prospero, Enrico Dusio, Francesca Porrini e Carlo Roncaglia. Regia di Carlo Roncaglia.