Concerto Paolo Jannacci a Sesto San Giovanni

"In concerto con Enzo". Una serata in ricordo del papà

ATTENZIONE: Evento scaduto
"Tantissimi amici hanno chiesto di potermi ascoltare in concerto, facendo vivere ancora le canzoni del papà, sapendo che io fossi la persona più indicata per farlo". Così Paolo Jannacci che il 10 settembre sul palco del Carroponte omaggerà il grande Enzo, eseguendo i brani più cari al pubblico e alla sua famiglia. Un'emozionate serata durante la quale riascoltare mitici brani come El portava i scarp del tennis, Vengo anch'io. No, tu no, Ho visto un re, E la vita, la vita , Quelli che… e Ci vuole orecchio.
In scaletta non mancano alcuni brani jazz originali firmati da Paolo. Al suo fianco, Stefano Bagnoli (batteria e percussioni), Marco Ricci (contrabbasso e basso elettrico) e Daniele Moretto (tromba e flicorno).
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2 Biglietti Omaggio
Descrizione: "In concerto con Enzo" è un affettuoso omaggio da parte di un figlio al proprio papà. Se doveste dedicare una canzone a vostro padre, quale brano scegliereste e perché? Vince due biglietti il commento più interessante.
Scadenza: 07/09/2014 alle 23.59
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COMPETITION SCADUTA
Commento: Il mio vecchio è un celentaniano...e siccome l'è pure un po' contadino veneto diciamo che l'inglese non lo mastica affatto ed è solito storpiare nomi e canzoni facendomi spesso sorridere... non c'è pezzo migliore che possa dedicargli ihihihih
Presenti 10 commenti.
se me lo dicevi prima
Di claudio postato il 06/09/2014 10:57:43
Gli dedicherei se me lo dicevi prima del mitico Enzo Jannacci. "cioè ho capito che quando uno sta male deve arrangiarsi da solo e allora sarà ancora bello quando vince il Milan " per le domeniche nebbiose a San Siro con mio padre e il suo amico Egidio che diceva di non vedere un prete nella neve . Altri testi su: http://www.angolotesti.it/E/testi_canzoni_enzo_jannacci_4346/testo_canzone_se_me_lo_dicevi_prima_160871.html Tutto su Enzo Jannacci: http://www.musictory.it/musica/Enzo+Jannacci
canzoni meneghine
Di paolo postato il 05/09/2014 17:06:27
Da milanese doc di Porta Venezia apprezzava Nanni Svampa, i Gufi, Walter Valdi ma soprattutto Enzo Jannacci. Gli dedicherei una canzone in dialetto meneghino, una qualsiasi. E vorrei che fosse ancora qui con me per farmela tradurre!
Fatti mandare dalla mamma....
Di Gabriella postato il 05/09/2014 16:41:16
Permettetemi di dedicare questa canzone di Gianni Morandi anche a mia mamma...sembra che sia la cronaca della loro storia, o quasi! E così quando si parla di come si sono conosciuti, ci viene automatico cantare questa canzone e ridere di gusto, pensando ai tanti litri di latte che mia mamma comprò per avere la scusa di vederlo! Da allora basta latte (hanno fatto eccezione solo per me!).
cesare cremonini
Di Nicolò postato il 01/09/2014 13:40:57
dedicherei a mio papà la canzone di cesare cremonini padre madre, bellissima e moderna
prisencolinensinainciusol
Di Sono un simpatico postato il 01/09/2014 12:06:33
Il mio vecchio è un celentaniano...e siccome l'è pure un po' contadino veneto diciamo che l'inglese non lo mastica affatto ed è solito storpiare nomi e canzoni facendomi spesso sorridere... non c'è pezzo migliore che possa dedicargli ihihihih
Father and son
Di Robby postato il 30/08/2014 09:07:47
Non ho dubbi: a mio papà dedicherei "Father and son", una delle più belle e toccanti canzoni di Cat Stevens, artista che proprio mio papà mi ha fatto scoprire. Com'è noto, questo brano parla del rapporto tra padre e figlio, tra l'esperienza dell'adulto e i sogni del giovane. Tra una vita in gran parte già vissuta e un'altra tutta da affrontare, da esplorare. La canzone mi è sempre piaciuta perché è pervasa da una dolcezza incredibile (il merito è soprattutto della magnifica voce di Cat Stevens) e da una comprensione, quella del padre, che annulla il conflitto, perché riesce a stemperare gli inevitabili contrasti del divario generazionale. E' successo così anche a me, anzi a noi due, nella vita reale: grazie, papà.
bartali
Di simona postato il 29/08/2014 15:28:20
l'idolo di mio padre era Bartali....quindi gli dedicherei: Farà piacere anche un mazzo di rose e anche il profumo che fa il cellofan ma una birra fa gola di più in questo giorno appiccicoso di caucciù sono seduto in cima a un paracarro e sto pensando agli affari miei tra una moto e l'altra c'è un silenzio che descriverti non saprei Eh eh eh quanta strada nei miei sandali quanta ne avrà fatta Bartali
ci vuole orecchio!
Di sogno postato il 29/08/2014 15:27:11
Perche` ci vuole orecchio, bisogna avere il pacco immerso, intinto dentro al secchio, bisogna averlo tutto, anzi parecchio... Per fare certe cose ci vuole orecchio! Bisogna avere orecchio, bisogna avere il pacco immerso, immerso dentro al secchio, bisogna averlo tutto, anzi parecchio... Per fare certe cose ci vuole orecchio!
re
Di simona postato il 29/08/2014 15:24:26
sicuramente dedicherei a mio papà: Dai dai, conta su...ah be, sì be.... - Ho visto un re. - Sa l'ha vist cus'e`? - Ha visto un re! - Ah, beh; si`, beh. - Povero re! - E povero anche il cavallo! - Ah, beh; si`, beh. - è l'imperatore che gli ha portato via un bel castello... - Ohi che baloss! - ...di trentadue che lui ne ha. - Povero re! - E povero anche il cavallo! - Ah, beh; sì, beh. - Ho visto un vesc... - Sa l'ha vist cus'e`? - ...di trentadue che lui ce ne ha. - Povero vescovo! - E povero anche il sacrista! - Ah, beh; si`, beh. - Ho visto un ric... - Sa l'ha vist cus'e`? - Ha visto un ricco! Un sciur! - S'...Ah, beh; si`, beh. - Il tapino lacrimava su un calice di vino ed ogni go, ed ogni goccia andava... - Deren't al vin? - Si`, che tutto l'annacquava! - Pover tapin! - E povero anche il vin! - Ah, beh; si`, beh. - Il vescovo, il re, l'imperatore l'han mezzo rovinato gli han portato via tre case e un caseggiato di trentadue che lui ce ne ha. - Pover tapin! - E povero anche il vin! - Ah, beh; si`, beh. - Ho vist un villan. - Sa l'ha vist cus'e`? - Un contadino! - Ah, beh; si`, beh. - Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore, persino il cardinale, l'han mezzo rovinato gli han portato via: la casa il cascinale la mucca il violino la scatola di kaki la radio a transistor i dischi di Little Tony la moglie! - E po`, cus'e`? - Un figlio militare gli hanno ammazzato anche il maiale... - Pover purscel! - Nel senso del maiale... - Ah, beh; si`, beh. - Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava! Ah! Ah! Ah! quando ero piccola me la cantava sempre...e poi lui è il mio RREEEE!!!
Francesco Guccini
Di Andrea postato il 28/08/2014 09:44:16
Mi piacerebbe dedicare a mio papà - un uomo affettuoso con il quale, però, quand'ero adolescente mi sono spesso scontrato su mille questioni - una canzone tenera e struggente come quella che Francesco Guccini ha composto pensando a sua figlia Teresa e che ha intitolato, con la sua tipica e ruvida ironia, "Culodritto": «Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti/e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti/ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare/e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare... Culodritto dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto/per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto/ vola, vola tu, dove io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare/e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare». Lo so, sono fuori tema, voi di Milanodabere ci chiedete l'esatto contrario, ci chiedete di citare un brano pensato per il proprio genitore, ma questi versi sono così intrisi di poesia che sarebbe bello valessero anche in senso opposto.