
Se chi ben comincia è a metà dell'opera, Al Macallè Caffè, la colazione mattutina è già di per sé un goloso girotondo di sapori. Per poi continuare con il pranzo, l'aperitivo, la cena e il dopocena, in una vera no stop all'insegna del gusto. Perché quello di Mirco e Antonio Pecorelli è un locale versatile, capace di diventare ristorante, enoteca e american bar. Tutto in uno. Tutto in uno spazio che sposa con garbo materiali contemporanei, arredi in legno e vecchi tavoloni di falegnameria, recuperati nelle botteghe artigiane. Un posto che ha il sapore della tradizione ma anche quello dell'innovazione, in una simpatica commistione di rustico e design.
VOGLIA DI TENEREZZA - Il nome non dà adito a dubbi: Bistecca e Vino è quella zona dedicata alla ristorazione, che vede nella carne il suo cavallo (pardon, vacca) di battaglia. E che carne. La Scottona irlandese viene declinata in filetti, costate, entrecote e fiorentine, che poi finiscono sulle pietre ollari della Valchiavenna per essere cotte a seconda della richiesta del cliente. Tenerezze al coltello, che arrivano al desco abbinate a salse e contorni, serviti in ciotoline a parte: fonduta di Castelmagno, porcini, profumo di tartufo, trevisana e zola, yogurt magro, emmental e peperoni, salsa di rucola e salsa di zafferano con cipolla di Tropea. Poi, se si volesse cenare con qualche taglio speciale, basta prenotare. E ordinare una fiorentina, una costata, un filetto o uno spezzatino di Chianina, Podolica, Romagnola o Emiliana. Bontà pregiate, certificate e garantite dall'azienda veronese Corte Pizzolo e fatte giungere direttamente Al Macallè. Per incontrare patate in multiversione: al forno (con rosmarino e olio di oliva), saltate in padella con paprika, Parmigiano Reggiano o crema di maionese e formaggio, e al vapore (condite con pepe rosso non piccante o con extravergine e prezzemolo).
CHICCHE DI CUCINA - Ai fornelli c'è la giovanissima Milena, che prepara pietanze in equilibrio tra tipicità e originalità. Ecco allora il tortino di polenta con porcini e fonduta al formaggio; lo spada affumicato su letto di indivia e melegrano; il risotto alle pere Williams e scamorza affumicata; il risotto a Le Capannelle (un rosso maremmano); la pasta fresca al guanciale scottato e pomodoro Pachino con caciocavallo; la pasta all'uovo dell'Oltrepo Pavese e quella alla carbonara di verdura. Proseguendo con la cipolla ripiena di formaggi fusi, il cartoccio di scamorza e trevisana nonché con qualche delizia da intenditori, come il lardo di Colonnata con rosellina di pomodoro sottolio; il Culatello di Zibello in secchiello di grana; la burrata pugliese con mousse di piselli, code di gambero e olio extravergine su crostini di pane di Altamura; e la Tête de Moine su ciuffo di rucolino con miele di castagno e petali di cioccolato fondente. Concludendo con una bella fetta di crostata del giorno, tiramisù alla Nutella e fragole, tortino al cioccolato fuso al profumo di menta, fragole caramellate al cioccolato bianco e all'aceto balsamico e torta di polenta con salsa alla fragola. Tutti rigorosamente fatti in casa. Come il pane.
A SORSI E A FETTINE - Ma Al Macallè si può venire anche per sorseggiare un buon calice di vino a corredo di salumi e formaggi. Ci si siede intorno al grande bancone di legno e la degustazione è servita. In lista i buoni prodotti non mancano: Pata Negra, Crudo di Parma due corone, culatello di Zibello, salame di Felino o lardo di Colonnata da glorificare con gli ottimi nettari in lista. Che conta più di 400 etichette, sia italiane che francesi, californiane, cilene, sudafricane e australiane. Tra le aziende del Bel Paese? Masottina per il Veneto; Conti Sertoli Salis per la Valtellina; Santa Sofia per la Valpolicella; Antinori, Tenute Nicolai, Rocca delle Macìe, Dievole, Jacopo Biondi Santi e Franco Biondi Santi per la Toscana; Antica Hirpinia per la Campania; Tormaresca per la Puglia e Benanti per la Sicilia. Se, invece, si volesse optare per i latticini? Nessun problema: Marzolino del Chianti; Castelmagno; formaggi di fossa, pecorino al pepe rosa o al pepe nero; tomini e zola piccantini. Da completare con qualche confettura e con un bicchierino di Kabir o Ben Ryé di Donnafugata; Kaloro di Tormaresca; passito di Sagrantino di Montefalco di Colpetrone; Vin Santo del Chianti Classico di Dievole; o Bianco di Custoza passito di Sei Terre (Tenuta San Leone).
ACQUE AD HOC - Ma di fermi e frizzanti, qui, non ci sono solo i vini. Anche le acque fanno da protagoniste in una carta all'insegna della trasparenza. Suddivisa per tipologie: oligominerali (a basso residuo fisso), ricche di minerali e aromatizzate, provenienti da Galles, Gran Bretagna, Francia, Germania, Danimarca, Giappone e Lombardia. Pure, purissime, come sgorgano dalla sorgente, oppure impreziosite da freschi succhi di frutta.
ARCO DI GUSTO - Prenotando si possono organizzare persino cene tematiche da consumare in compagnia, all'insegna di cassoeula, pasta e fagioli, risotti, pizzoccheri, trippa, bolliti, stufati e brasati con polenta e baccalà alla vicentina. Senza dimenticare l'appuntamento domenicale con il brunch (dal ricco buffet dolce e salato) e quelli quotidiani con la colazione (con cornetti, crostate, corn flakes, muesli, pane, fette biscottate e marmellate), il pranzo, l'happy hour (con cocktail a base di Campari, Aperol, Martini, Midori, vodka e vino) e il dopocena. Quando il sorso si fa prezioso, ritmato da rum ricercati, whisky scozzesi e giapponesi, whiskey irlandesi e statunitensi nonché grappe di Amarone, Sassicaia, Brunello di Montalcino e Lugana.