Giochi di prospettive, di piani inclinati e di figure geometriche. Pareti noir, parquet scuro e fughe improvvise di legno chiaro. Sono le asimmetrie e le irregolari volumetrie a creare lo spaziale involucro di un ristorante che fa del minimalismo virtù: lo Shin, in lingua giapponese "reale". Un locale suddiviso in tre sale (una più grande e due più riservate), con tanto di sushiman a lavorare in diretta. Mentre il giovane titolare Lishen (Lorenzo) Hu e la moglie Bai Gi (Elisa) accolgono gli ospiti.
LE FORME DEL SUSHI - Small, medium e large. Sushi e sashimi assumono diverse dimensioni. Per assecondare l'appetito e la voglia di "crudo". Tant'è che, oltre a sake (salmone), suzuki (branzino) e maguro (filetto di tonno), su richiesta, è possibile optare per preparazioni a base di ricciola e di toro (ventresca di tonno). E per chi ama il lato tenero e sottile del mare? Tartare in multiversione e ittici carpacci, ingentiliti da un agrumato condimento che mixa soia, mirin, aceto e sakè. E se conici sono i temaki, è la forma cubo-sferica a prevalere nei maki e nei gunkan (bignè di riso avvolti dall'alga o dal pesce). Da provare? Gli special ebiten uramaki, duetto morbido-croccante di gamberi in tempura, salmone e tobikko (uova di pesce volante); gli spicy maki, con piccantino top di tonno, salmone o branzino tritati; e gli exotic maki, con gamberi, mango e surimi. Perfetti per chi adora la carne sono, invece, i chicken uramaki (con pollo, insalata e salsa home made) e i beef uramaki (con carpaccio di manzo, rucola e Philadelphia).
CALDE FRAGRANZE - Lunghi e stretti, ripieni di pesce e germogli di bambù, i samurai stick sono sfiziosi involtini accompagnati da una salsa agropiccante. Al contrario, tonde e panciute, sono le soffici polpette di gamberi e patate. Per un boccone nipponico che abbandona l'essenzialità per la pura golosità. Come, del resto, accade per il leggero tempura e per la frittura realizzata col panko, panure in stile jap. Due modi differenti d'intendere la doratura, che danno vita a tonkatsu (cotoletta di maiale), tori no kara age (bocconcini di pollo) e ika fry (calamari impanati), oppure al variegato tempura moriawase (con gamberoni, zucca, zucchine, carote e melanzane). Senza trascurare altre calde specialità: dai gyoza al vapore al tonno tataki (scottato in crosta di sesamo), dal beef teriyaki (manzo alla griglia in salsa dolce) al tai teppan (delicato filetto di orata alla griglia), fino ai cha soba, spaghetti di grano saraceno al tè verde, con verdure, pollo, gamberi e arachidi a regalare il tocco grintoso. E per dessert? Delizie artigianali in monoporzione oppure ghiottonerie nippon, quali gomae dankoo (dolcetti di riso dal cuore di sesamo nero, avvolti da granelli di mandorle e noccioline) e cocco sweet (farciti con marmellata di soia). Ad accompagnare il tutto, birre giappo, sakè, tè al gelsomino e una mini carta di vini italiani.
ALL YOU CAN EAT - Shin a cena propone la formula "all you can eat": al prezzo di 20 Euro, si possono ordinare tutti i piatti in menu. Il pranzo invece costa da 7 a 13,50 Euro, inclusi miso, insalata, riso, antipastino, frutta e tè verde. Inoltre, il ristorante effettua i servizi di takeaway e delivery. La consegna a domicilio (fino a un raggio di 5 chilometri) è gratuita, parte da una spesa minima di 20 Euro e prezzi dei piatti sono scontati del 15%.