Ristorante eritreo a Milano

Ristorante Saba a Milano

In Porta Venezia il meglio della tradizione etiope ed eritrea dove convivialità e condivisione sono le parole chiave

Alberto è italo-etiope. Saba, sua moglie, è eritrea. Cordiali e accoglienti, curano personalmente la cucina del ristorante Saba, in zona Porta Venezia.

Un luogo dove assaporare autentici sapori africani, quali l'ingera e lo zighinì, da mangiare con le mani come da tradizione.

Oltre ad essere il nome della padrona di casa, l'insegna è un omaggio ad un personaggio molto importante della loro cultura. Si dice infatti che dall'incontro tra il Re Salomone e la Regina Saba sia nata la famiglia imperiale etiope.

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UN ANGOLO DI AFRICA NEL CUORE DI MILANO

Arredo minimale e originale. Qui si mangia seduti attorno ai tipici tavoli bassi africani in legno scuro, con intarsi che rappresentano le otto croci della Chiesa Cristiana Ortodossa.

Altrimenti, difronte al mesob, tradizionale ripiano in paglia a forma di clessidra che rimane chiuso fino a quando il cibo non arriva in tavola. Per chi invece desidera una seduta classica, la prima sala è stata appositamente arredata con tavoli e sedie normali.

Il suo coperchio conico diventa un elemento di decoro, trasformandosi in porta lampada. Ad abbellire le pareti sono invece le statuette e i dipinti che rappresentano la vita quotidiana etiope in casa e sui campi.

Un vassoio per due

Un vassoio per due vegetariano

l'ingera, base della cucina etiope ed eritrea

Ingredienti essenziali e una decina di ricette tipiche. Il menu punta sulla semplicità. Sempre presente è l'ingera, una sorta di crêpe a base di un mix di quattro farine (bianca, integrale, di mais e di sorgo), acqua e un pizzico di lievito.

Preparata tutti i giorni dal patron del locale, il suo impasto deve riposare per almeno 48 ore prima di essere cotto sulla padella rovente.

"L'ingera è il nostro pane", racconta Alberto."Rispettare i tempi di preparazione è fondamentale. E le soddisfazioni non mancano: si dice che quella del nostro ristorante sia una delle più buone del quartiere", confida sorridendo.

Uno sguardo panoramico alla sala principale

Uno sguardo panoramico sulla sala principale del ristorante

zighinì, spriss e altre specialità a base di carne

L'ingera è la loro posata: alla base di ogni piatto, se ne strappa un pezzo e con questo si raccoglie la carne e le verdure creando il boccone perfetto.

Così si degusta lo zighinì, stufato di manzo e cipolla, insaporito con berberè (mix di spezie) e proposto anche in versione vegetariana.

Stessi ingredienti dello zighinì, ma preparato sul momento con l'aggiunta di una noce di kibbeh (margarina alle erbe), per lo spriss, servito nelle versioni "bianco" (poco piccante) e "rosso" (molto piccante).

A base di manzo anche il gored gored, bocconcini di carne scottati con awaze (crema di berberè e senape), e il kitfo, macinato di carne insaporito con la mitmita (curry a base di peperoncino africano).

Completa la degustazione il dhoro wot, stufato di pollo, lenticchie e uovo sodo sbriciolato sulla carne.

E a fine pasto? Da provare il mélange di tè nero, cardamomo, chiodi di garofano e cannella, ottimo come digestivo, da abbinare ai dolcetti di pasta sfoglia e frutta secca.

Un sorso di distillato d'anice, invece, è l'ammazza caffè preferito. Per cui: Melkam Megeb! Biruq Meadi! Ovvero "buon appetito" in amarico e in tigrino.

L'accogliente sala interna del ristorante Saba

L'accogliente sala interna del ristorante Saba

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