Ristorante New York Meneghina a Milano

La cucina milanese incontra la cultura gastronomica Made in USA in un luogo dallo spirito internazionale

Attraversare la strada e ritrovarsi nella Big Apple. È quanto accade al ristorante New York Meneghina, dove l’incontro della cultura milanese con quella americana crea un inedito mix nel segno della contaminazione.

Un luogo dallo spirito internazionale, che riflette il mood del contesto avveniristico in cui sorge: l’audace architettura di Palazzo Regione Lombardia. A due passi da Porta Nuova e dai suoi moderni grattacieli.

Uno spazio su due piani, ampio ed eclettico, circondato da vetri e trasparenze, dove una suggestiva parete green con orto verticale dialoga con una maxi tela raffigurante il connubio fra la città della Madonnina e la metropoli di Lady Liberty.

Qui, la tradizione della cucina lombarda si fonde con quella Made in USA, sotto l’impeccabile regia dello chef Stefano Barbareschi.

Segni particolari? Due anni di esperienza come sous-chef dallo stellato Claudio Sadler e un passato lavorativo negli States, che gli ha permesso di conoscere prodotti e gusti statunitensi.

“La scuola di Sadler è servita tantissimo, rappresenta la storicità meneghina”, racconta. Il risultato? “Una cucina solida, che affonda le sue radici nella milanesità, con qualche rivisitazione in chiave creativa”, così descrive il suo stile il giovane cuoco.

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LA cucina milanese rivisitata, tra estro, tradizione e american touch

Coadiuvato ai fornelli da Ignazio Nasti, Stefano crea piatti che coniugano la tradizione con il carattere contemporaneo, stabilendo un legame gastronomico fra la cucina milanese e quella americana.

Portate di carne e di pesce dove fanno capolino ingredienti o chicche che richiamano l'american style.

Ecco allora la tomato cake, che rilegge in chiave salata la tarte tatin: un delicato tortino a base di Quartirolo e pomodori, che declina i rossi “cuore di bue” in maniera cotta e all’insalata. Con il verde tocco del pesto di basilico.

Mentre il petto d’anatra è servito con la tipica pera cuneese Madernassa cotta, lattuga di varietà sucrine brasata e riduzione di vino californiano, in omaggio agli USA.

Il risotto? C’è, of course. Si fa armoniosamente saporito e valorizza il territorio. Un riso carnaroli della milanese Cascina Battivacco, cucinato con la pavese cipolla rossa di Breme, arricchito da cubotti di cotechino e da cialde di Grana Padano.

Il gusto al dente degli spaghetti Verrigni si avvolge di sentori marini. Preparati con gamberi "spot prawns" della California, carciofi e polvere di michetta milanese o in versione carbonara di mare, fra perle di tobiko (uova di pesce volante) e katsuobushi, scaglie di tonnetto essiccato e affumicato.

E poi? La dolce e aranciata purea di patata americana accompagna la tenera guancia di vitello, cotta a bassa temperatura e servita con la sua essenza, versata nel piatto direttamente al tavolo.

Ancora, per chi ama i sapori di terra, c’è il filetto di maiale avvolto di bacon. American touch che si riflette anche nell’apple pie freddo di mele verdi Granny Smith, una sorta di aspic che lo affianca assieme al gelato al Gorgonzola e alla riduzione di balsamico.

E per un tuffo in acque salate, il filetto di tonno rosso del Mediterraneo scottato è una certezza. Presentato con indivia caramellata, crumble di pane e lime e bagnet bianc alla meneghina.

La tenera guancia di vitello con la sua essenza, servita con purè di patata americana

La tenera guancia di vitello con la sua essenza, servita con purè di patata americana

i dolci homemade e la bakery, dessert creativi e chicche american style

Voglia di dolce? Siete nel luogo giusto. Sì, perché New York Meneghina vanta una propria bakery interna, da cui vengono sfornate delizie zuccherine a ogni ora. Da mangiare sul posto o da asporto.

Si va dalla petite patisserie alle torte classiche, dalle cheesecake ai muffin, passando per cupcake e cake cops.

Mentre la carta dà spazio a una linea di dessert creativi e fiabeschi. Come il sorbetto al lampone con mousse allo yogurt: un tripudio total red su terra di pan di spagna alle fragole, con basilico fresco e riduzione di balsamico.

Tra le chicche? C’è Willy Wonka. Anzi, il suo cappello di cacao. Ripieno ai tre cioccolati e servito al centro di un boschetto delle meraviglie fatto di gelatina ai frutti di bosco, caramelle al passion fruit e funghetti di panna cotta alla fragola. Presentato al tavolo con tanto di fumo.

Il fiabesco dessert Willy Wonka

Il fiabesco dessert Willy Wonka

DALL'APERITIVO AL BRUNCH, FORMULE E MENU

Se a pranzo la proposta è smart, di sera (apertura a cena dal mese di maggio 2015), oltre al menu alla carta, è disponibile il menu creativo per due persone. Una speciale degustazione di sette portate, ideale per testare l'estro dello chef (85 Euro).

Il menu della tradizione, invece, sfoggia tipicità regionali e portate milanesi quali mondeghini con purè e uova di quaglia, risotto giallo con luganega, ossobuco in gremolada e torta meneghina (menu completo: 36 Euro).

All'ora dell'aperitivo? L'happy hour si trasforma in easy dinner: una formula degustazione che permette di assaggiare in formato mini due piatti della carta serale e che include fingers, un dolce mignon della bakery e un drink a scelta tra calice di vino, birra o cocktail (15 Euro).

La domenica è il giorno del brunch. Tre isole gastronomiche accolgono gli ospiti tra dolci, pane e focacce, verdure, insalate e zuppa calda (20 Euro). Chi vuole, con un massimo di 5 Euro in più, può abbinare al buffet un piatto a base di uova o hamburger a scelta dal menu.

Da bere? In pieno stile USA, succo d'arancia, caffè americano e acqua a volontà. Non un'acqua qualsiasi, ma quella "del sindaco", spillata direttamente dalla vedovella, la caratteristica fontana verde del Comune di Milano.

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