La cucina nord indiana declinata in delicati piatti di curry
Namastè è il saluto degli hindu che si accompagna con il gesto di unire le mani. Una parola che, nonostante appartenga ad una lingua tanto lontana dall'italiana, ha una sonorità capace di trasmettere un sincero senso dell'accoglienza. Come quello che si respira nell'omonimo ristorante indiano di via Ricciarelli, dove la famiglia Singh, di Nuova Delhi, propone un menu ricco di gustosi e colorati curry: più di quaranta versioni sia a base di carne sia di verdure.
I COLORI DEL SAPORE – Giallo, rosso e arancio. Sono le tre cromie che caratterizzano gran parte della cucina hindi. Pollo e agnello le principali carni utilizzate, oltre a un notevole uso di patate, carote e legumi, soprattutto ceci e lenticchie. Il tutto preparato al curry, o masala, ovvero marinato in un mix di spezie quali curcuma, coriandolo, cannella, cardamomo, cumino e peperoncino. Un mondo di colori e di profumi, che dà vita a numerose combinazioni come il korma, fresco e cremoso piatto dalle nuance paglierine, preparato con il latte di cocco; il krahi, con zenzero, aglio, pomodoro e coriandolo; e il piccante vindaloo, spezzatino in red con patate. Morbide ricette da abbinare al profumato riso basmati.
TANDOORI E TIPIN TAPAN – Non mancano i piatti al tandoori, ovvero cotti allo spiedo nel tipico forno verticale indiano. Da provare le diverse interpretazioni del pollo: dal delicato reshmi kebab, "kebab di seta", con mandorle e zenzero, alle gustose coscette di chicken tandoori masala, prima marinate nello yogurt, poi passate in una mistura a base di curcuma, cannella, cipolle, aglio e mostarda. Dal tandoori si "pescano" anche tre fragranti tipi di pane: roti (non lievitato), paratha (una sorta di sfoglia) e naan, quest'ultimo anche aromatizzato all'aglio, oppure farcito con il formaggio o con le verdure. E nell'attesa che arrivi il piatto principale, è un piacere assaporare i tipici tipin tapan (antipasti) come i samosa, deliziosi fagottini ripieni, ad esempio, di crema di patate e di piselli; i pakora, ovvero la frittura di formaggio paneer o di verdure in una pastella di farina di ceci; e le papad, cialde di farina di ceci e semi di cumino. Finger food da intingere nel fresco chutney di menta e yogurt, in quello dolce di tamarindo e banana o in quello piccante con yogurt e peperoncino.
SORSEGGIANDO L'INDIA – Accompagnano il pasto le birre indiane Cobra e Kingfisher, due lager dal sapore delicato e rotondo. Voglia di provare un tè alla maniera hindi? La ricetta è un mélange di Assam o Darjeeling, cardamomo e cannella con aggiunta di latte e zucchero: ideale per gli amanti dei sorsi particolarmente dolci. Per il fine pasto, è consigliato un rinfrescante lassi (frullato allo yogurt) oppure un sorso di liquore al mango, al cardamomo o al litchi.