Se ne sta in alto. Al quarto piano del Centro Svizzero di Milano. Occhieggiando Piazza Cavour e i Giardini Indro Montanelli. È
La Terrazza di Via Palestro, raffinato ristorante di cucina mediterranea capace di svelare la sua anima variegata in un'offerta multisfaccettata. Fatta di food & drink, di versatili spazi interni e di salottiere zone esterne. Per una proposta sempre personalizzata. Orchestrata da una squadra ben collaudata, formata da un poker di professionisti del settore: il titolare Davide Tarì, lo chef Siro Della Morte, il maître Salvatore Catalfamo e il bartender Francesco D'Angeli.
SPIRITO ECLETTICO - Legno di ciliegio alle pareti, parquet, divani in pelle nera e lampade in acciaio cromato a scendere in verticale sulle tavole. L'area gourmet si esprime con eleganza fra minimalismo, intime nicchie, linee geometriche e atmosfere rilassate. Mentre le grandi vetrate conducono verso la Terrazza vera e propria: un'oasi lounge completamente coperta (e aperta solo da un lato) dove poter pranzare, cenare a lume di candela, prendere un aperitivo o sorseggiare un distillato a tarda sera. Per godere, nel periodo primaveril-estivo, di una vista strepitosa sul cuore pulsante della città. A completare il quadro? La Sala Terrazza, un ambiente caldo e accogliente, corredato da un piccolo roof garden e capace di ospitare anche eventi privati o aziendali. Della serie: massima flessibilità. Tant'è che ogni area si può trasformare e adattare alle più diverse situazioni, siano essi party, soirée e occasioni speciali da celebrare. Modulando il numero dei coperti a seconda delle esigenze e assicurando sempre un servizio puntuale. A cui concorrono moderne attrezzature e tecnologie audio-video.
PROFUMATA LEGGEREZZA - Aromi, agrumi, erbe e verdure. E poi pesce fresco, carne tenerissima e un pizzico di fantasia. Il menu interpreta con vivacità la terra e il mare, cambiando mensilmente, rispettando la materia prima e facendo di naturalità virtù. Risultato? Pietanze profumate e gustose, che pescano dalle tradizioni regionali per divenir equilibrate e leggere, sotto la guida di cuoco Siro: origini valtellinesi (della Valle Spluga) e un'esperienza di lungo corso ai fornelli. Ecco allora l'
Antipasto del pittore, una tavolozza con triplice assaggio cromatico. Ad esempio: rosato vitello tonnato con fave e cubettata di pomodoro; sottile carpaccio di gamberetti con isalatina e salsa yuzu ("limone" giapponese); e bianco-rossa caprese con mozzarella di bufala. Per proseguire con panciuti ravioli ripieni di borragine e ricotta fresca (lombarda) e dura (pugliese); orecchiette Sicilia oriented con pesce spada, capperi e olive; cous cous con ortaggi e code di gamberi nonché risotto alle zucchine e zafferano sardo, con pistilli al top. E per secondo? Trigliette in guazzetto con olive della Riviera Ligure o costolette d'agnello, ingentilite da un'intrigante panure (a base di senape, uovo e pangrattato) e accompagnate da coste al lime. Non dimenticando di rendere onore a Robespierre: veli di manzo sfiorati e scottati da aromatico olio caldo e poi adagiati su un letto di insalata riccia e cubetti di avocado. A corredo di tutto? Pane fragrante fatto in casa (come pure la pasta): bianco, alle noci e alle olive.
NETTARI & DESSERT - Solare sincretismo di semifreddo all'ananas e crema di mango, la piramide tropicale si rivela in tutta la sua fruttata esoticità. Il bonet delle Langhe con salsa al cioccolato e amaretti si fa cubico, brunito e ghiotto. E la crema al pompelmo con meringa italiana al lampone sublima in un dessert dalla forma triangolare e dalla vellutata consistenza. Gioca con le texure e le temperature il giovane e bravo pasticcere Diego De Amici, realizzando dessert dalla tridimensionale golosità. Ben incarnata pure nella deliziosa mattonella preparata con biscotto al cacao, mousse di banana e spuma al pistacchio. Ideale con l'ambrato Pedro Ximénez, andaluso vino
oloroso dal dolce carattere, o con il suadente "Angelo di San Lorenzo", nettare da meditazione firmato dall'azienda toscana Petra. E in abbinamento agli altri piatti salati? Un'accurata selezione di etichette italiane (alcune proposte anche al calice), qualche champagne e i Franciacorta della maison Bellavista, fra cui la Gran Cuvée Rosé, figlia di pinot noir e chardonnay. Conservati a temperatura costante nella cantina-caveu.
LUNCH & PARTY - Dal lunedì al venerdì è di scena il business lunch: rigorosamente à la carte, ma senza il supplemento del coperto e con le focaccine calde ad arricchire il cestino del pane. Tutti i giorni, invece, sabato incluso, prende vita l'
aperitivo servito al tavolo: in Terrazza, nella bella stagione; nella zona salottiera del ristorante o nella Sala Terrazza, nei periodi più freschi. Infine, un appuntamento da non perdere.
Ogni primo mercoledì del mese (da aprile a ottobre) è in programma un party a tema divertente e coinvolgente. Per una piacevole serata fra buffet, drink, dj set e musicali camei live.