
È charmant. E anche un po' bohémien, in quel suo esser sospesa fra memoria, musica e storia. È La Malmaison, esclusiva oasi gourmet che mutua il nome dalla casa prediletta da Napoleone Bonaparte. Un ristorante in cui poter esaudire qualsiasi sogno legato al sapore, assaggiando vere rarità di terra e di mare, introvabili altrove. "Ricerchiamo e selezioniamo solo il meglio del meglio" dice patron Davide, "per poi servirlo con eleganza ai nostri ospiti". Seduti nelle quattro intime salette, diverse per stile e tonalità, fra broccati, taffetà e floreali tappezzerie anni Trenta e Quaranta. Un mondo denso di ricordi di viaggi e di vita vissuta, dove l'amore per il bello svela oggetti unici e preziosi, come vasi del Settecento francese, antichi pannelli cinesi, candelabri in argento, mobili d'epoca e tappeti pregiati. Che vestono il salottiero privé, dove cenare o sorseggiare un buon distillato in assoluta riservatezza. Guardando il giardino, che, in estate, accoglie i buongustai a bordo fontana.
DAI MARI DEL MONDO - Nudi e crudi, i frutti di mare sono aperti in diretta sul bancone. Pronti a distendersi sul ghiaccio dei raffinati plateau. Ecco allora il "tête-à-tête", due piani a tutti conchigliacei: ormeaux, ostriche Gillardeau e belon pied de cheval (da Normandia e Bretagna); percebes (dalla Galizia); bulots, coquilles Saint-Jacques, clams e mandorle (dalle coste francesi); e ancora, ricci, tartufi, cannolicchi e cozze pelose dal Sud d'Italia. A tre piani è invece il "Malmaison", arricchito da aragosta, astice e granchio cucinati al forno. E sempre nel forno finiscono le chele di king crab, l'astice blu e l'aragosta reale dell'Isola del Giglio, nonché il black cod, pesce dalle "carni" morbidissime che vive nelle acque profonde dell'Alaska. Ma da provare sono pure i gamberi spagnoli carabineros, gli scampi imperiali di Mazara del Vallo e le giganti acciughe del Mar Cantabrico, corredate da burro genuino. E per chi ama l'oro nero? Caviale iraniano con soffici blinis. Mentre chi adora il rosa non deve perdere la tartare di salmone Balik Tsar Nikolaj, con le sue uova e con l'uovo (di gallina livornese) di Paolo Parisi. Cosa volere di più? Un trancio di branzino pescato ad amo, un filetto di tonno mazzarino alle mandorle, una bouillabaisse o una regale bourguignonne marina. Tutto è possibile. Basta chiedere. Anche di far recapitare a casa propria un plateau.
GIOIELLI DI TERRA - E dopo le chicche ittiche arrivano le delizie terrene, fra cui il nobile wagyu dei migliori alleavamenti del mondo: un manzo alimentato a luppolo e cereali e costantemente massaggiato. Al fine di ottenere una carne tenerissima. Una prelibatezza servita in triplice versione: a carpaccio, a tartare e alla piastra. E il maiale? Non manca certo, ma va sotto il nome di Pata Negra de bellota (nutrito a ghiande) di 36 mesi, tagliato al coltello e abbinato a gelato al foie gras. Foie gras che ritorna nelle sue più aromatiche nuance, lavorato con rum Zacapa XO e presentato con Sauternes Château d'Yquem 1999; e che suggella un risotto chic, preparato con mirtilli, foglie d'oro e carnaroli Acquerello invecchiato sette anni, della vercellese Tenuta Colombara. Mentre la pasta trafilata in oro è siglata dall'artigiana azienda abruzzese Verrigni e i fragranti bocconcini di pane giungono da Parigi. E per dolce? Millefoglie con chantilly e pezzetti di frutta e cioccolato; scrigno di sfoglia con gelato e fragole flambé al brandy; nonché degustazione di creme o di sorbetti.
CHICCHE DI BACCO - Oltre trecento le etichette in lista. Da consultare sfogliando un album o da visionare nella suggestiva cantina, dove i vini riposano fra casse in legno e volte in mattoni. A una temperatura ideale per la perfetta conservazione. Qualche celebre nome? Montrachet di Romanée-Conti e Petrus Pomerol Grand Vin, a cui si affiancano Chablis, Sancerre, Gewürtraminer alsaziani e, ovviamente, champagne: dal Krug al Cristal, dal Dom Pérignon al Philipponnat. Non trascurando nettari di grandi aziende italiane come Gaja, Tenuta dell'Ornellaia, Antinori, Tenuta San Guido e Tiefenbrunner. E ancora grappe, brandy, cognac, armagnac, calvados e rum. Da sperimentare anche nel salottino-dépendance (a pochi passi dal ristorante), impreziosito da panoramici trompe l'oeil.
MANAGER À MANGER - Si dice che i buoni affari si concludano a tavola. Soprattutto se l'atmosfera è riservata e la cucina raffinata. Ecco perché La Malmaison si rivela perfetta anche per un pranzo di lavoro di alta classe, grazie a un servizio impeccabile e a uno spazio silenzioso, in cui potersi trattenere senza limiti di tempo. Anzi, si può persino degustare un distillato accompagnato da un buon sigaro nel privé, comodamente seduti su poltrone e divani. Unica richiesta: la prenotazione, almeno un giorno prima. Per creare il mood ideale.
