Ristorante Il Mosto Selvatico Milano
Fra terra e mare, per un viaggio nel sapore
Sfumature pastello, aura raffinata e piglio mediterraneo: Il Mosto Selvatico sposa eleganza e autenticità gastronomica, senza lesinare qualche tocco creativo, giocato sull'utilizzo delle erbe aromatiche e su abbinamenti di intrigante appeal. Un luogo dove abbandonarsi all'emozione dell'assaggio di una cucina al tempo stesso rassicurante e innovativa, orchestrata dallo chef Nicola Colella, affiancato da Marco Alborghetti.
TRIPLICE ANIMA - Tre le salette. Quella più grande, dalle pareti color indaco e dalle tende multicolore, stilla uno stile moderno e dettagli più barocchi, sublimati nei divani e nelle poltroncine in velluto rosso e nei lampadari parigini in cristallo. Quella dalle tonalità glicine è linda e delicata, d'allure provenzale. Infine, quella più zen (e per fumatori), con tavoli in legno e sedie in pelle scura, ha un carattere minimalista e marcatamente nipponico. Tre ambienti dalla forte personalità, corredati da un privé soppalcato per intime cenette.
CUORE D'ACQUA - Materie prime in primo piano nelle ricette firmate Colella. Originali ma mai eccentriche, equilibrate e sagge nel loro intreccio di cromie e consistenze, delicate e sapide nel calibrato uso degli ingredienti. Che si tuffano in mare, riemergendo nudi e crudi o rielaborati in leggera veste aromatica: tartare di tonno e avocado; carpaccio di pesce con scampi, ostriche e gamberi di Mazara del Vallo; cestino di parmigiano con polpo e rucola; capesante con pistacchi di Bronte e spiedino di capesante con bacon e salsa all'alloro. O che conoscono pentole e padelle: chitarrine all'aragosta sarda; taglierini ai gamberi rossi e polpa di ricci; gnocchi al nero di seppia con polpo e fiori di zucca; pappardelle con fave, bottarga e gamberi; linguine d'oltremare in cartoccio a vista; zuppa di aragosta con pane tostato; coreografia fritta del mare Adriatico; e gamberoni in crosta di sesamo su puré di fave. Infine, che svelano curiosi abbinamenti: insalata di fragole al basilico e petali di spigola; risotto con mazzancolle e limoncello di Amalfi; e scaloppa di spigola di lenza ai finocchi brasati e Richard.
BATTITO DI TERRA - Ma Nicola sta anche con i piedi per terra. Passeggiando nel bosco e camminando per colline e campagne. Risultato? Pietanze come asparagi alla parmigiana con stracciatella e Prosciutto di Parma; risotto alle fragole mantecato al Bellavista; trofiette al pesto delle Cinque Terre; vellutata di asparagi e basilico con panna acida; e filetto di bue con Porto e perle di melone. E per dolce? Uno dei dessert preparati dalla moglie Francesca Garini, corredati da nettari ad hoc. Da provare: la delizia di cioccolato e Passito di Pantelleria; il budino alla vaniglia con salsa nougat e Barolo Chinato; la crema catalana e Ben Ryè di Donnafugata; il semifreddo variegato al caffè e cioccolato fondente con Sauternes Château Piada; la tarte tatin calda con gelato e Marsala vergine Florio; la mousse di ricotta con purea di fragole e menta e Don Pedro Ximenez; e il sorbetto alla mela verde e calvados con Moscato d'Asti Caretta.
MEZZOGIORNO AL MOSTO - Dal lunedì al sabato, business lunch a 15 euro: un primo, un secondo con contorno, acqua, un calice di vino e caffè. In menu, sempre una scelta di cinque primi piatti e cinque seconde portate. Per variare ogni giorno. E, al venerdì, paella di pesce.