
Sfumature pastello, aura raffinata e piglio mediterraneo: Il Mosto Selvatico sposa eleganza e autenticità gastronomica, senza lesinare qualche tocco creativo, giocato sull'utilizzo di erbe e spezie e su abbinamenti di intrigante appeal. Un luogo dove abbandonarsi all'emozione dell'assaggio di una cucina al tempo stesso rassicurante e innovativa, orchestrata dallo chef Nicola Colella.
FASCINO SETTEMBRINO - Tre le salette, giocate sulle nuance dell’indaco. Un
avvolgente lilla che rievoca dolci nettari freschi di spremitura, in un intrigante
invito alla scoperta del fascino settembrino. Nella sala grande, divani
dal gusto rétro, lampadari e applique parigini, candelabri e specchi barocchi corteggiano
l’ospite in un’atmosfera che sublima la doppia anima del locale, antica e
moderna. I tendaggi a righe sottili, declinate nelle
sfumature di Bacco, dal porpora al verde uva, donano un brioso tocco sbarazzino.
Nella sala piccola, intima e delicata, candide sedie di legno, piatti Richard Ginori di inizio Novecento e antiche forme per dolci alle
pareti enfatizzano l’allure provenzale. Nella sala per fumatori, le tonalità
più scure seducono il commensale, confermando lo charme di
ispirazione francese.
CUORE D'ACQUA - Le ricette firmate
Colella rivisitano i classici con un pizzico di fantasia, senza andare ad alterarne
il sapore. Originali ma mai eccentriche, equilibrate e sagge nell'intreccio di
consistenze, delicate e sapide nel calibrato uso degli ingredienti. Che si
tuffano in mare, riemergendo nudi e crudi o rielaborati in leggera veste
cromatica: tartare di tonno e spigola con guarnizione di scampetto; capesante alla
Portofino, gratinate con pomodorini, capperi, acciughe e olive; involtino di branzino con gamberone su vellutata di olive taggiasche e basilico; millefoglie con provola fumé e melanzane su pesto di broccoletti. Che sublimano in curiose e golose
interpretazioni: fiori di zucca ripieni di scampi e stracciatella in pastella
dorata; tortino di melanzane e mozzarella di bufala alla parmigiana; sformatino
di polpo caldo con paté d’olive e fiore di zucca in tempura. Infine, che si svelano in
aromatiche alchimie: risotto ai pistilli di zafferano e polvere di liquirizia; filetto
di tonno scottato ai semi di papavero e salsa ai capperi di Pantelleria; zuppa
di astice blu con pomodorino datterino, basilico e pane tostato.
BATTITO DI TERRA - Ma Nicola sta anche con i piedi per terra.
Passeggiando nel bosco e camminando per campagne e montagne. Risultato?
Pietanze come il risotto d'orzo con radicchio su crema di zucca; la zuppa di
funghi porcini e castagne in crosta di pane; e il filetto di bue chianino al
Brunello con rucoletta di campo. E per dolce? Uno dei dessert preparati dalla
moglie Francesca Garini, corredati da nettari ad hoc. Della serie, il
cioccolatissimo con cuore caldo di marron glacé e Marsala Vergine Florio; la
delizia di cioccolato bianco al profumo di cocco; il semifreddo al torroncino
su letto di cioccolato caldo; e la tarte tatin di mele calda con gelato e
Sauternes Château Piada.
MEZZOGIORNO AL MOSTO - Dal lunedì al sabato, business lunch a 15
euro: un primo, un secondo con contorno, acqua, un calice di vino e caffè. In
menu, sempre una scelta di cinque primi piatti e cinque seconde portate. E in
estate, al venerdì, paella di pesce.
