
L'assaporare quotidiano può sposare uno spazio contemporaneo. Quello de Il Giorno Bistrot dell'Hermitage, oasi gourmet all'interno dell'omonimo hotel del Gruppo Monrif, di cui anche la storica testata milanese de Il Giorno fa parte (quale Poligrafici Editoriale). Ecco dunque prender vita un moderno ristorante-salotto letterario, che si discosta dalla classicità dell'albergo per prediligere i toni chiari e leggeri del tortora e del grigio; dialogare con grandi specchi, geometriche librerie e candidi tovagliati; e far accomodare gli ospiti su divani e poltroncine color carta da zucchero. Mentre, alle pareti, la carta stampata sublima in carta da parati. Come accade nei voluminosi pannelli all'ingresso, che riproducono le celebri vignette di Jacovitti; e nella saletta-privé, dove spiccano memorabili prime pagine nonché bozzetti in bianco e nero. E sulle porte in vetro satinato? Scorrono titoli a lettere cubitali. Un ambiente dal mood rilassante, il cui progetto porta la firma dello Studio di Architettura Paolo Brando.
PURA FILOSOFIA - Milanese (ma di papà pugliese e di mamma romagnola), Alessandro Tamborrino fa girare le "rotative" della cucina. Forte di una lunga esperienza nell'hôtellerie italiana ed estera e di una conoscenza tecnica in cui si fondono puntiglio ed estro, meticolosità e originalità. "Le mie ricette sono semplici e riconoscibili. Perché si deve sempre capire cosa si sta mangiando", spiega lo chef. Che, ai fornelli, onora le tradizioni e dà voce alle rivisitazioni lombarde e mediterranee, seguendo la filosofia purista degli ingredienti. Che devono essere eccellenti ma anche ben evidenti. Valorizzati da salse e condimenti che fanno da letto o da corredo, permettendo al commensale di giocare e di osare, di mescolare o di degustare la singola materia prima nella sua essenza. Come capita nel risotto alla milanese, con il midollo posizionato al centro e non amalgamato in cottura; nei ravioli ripieni di gamberetti e ricotta su crema di spinaci; e nelle tagliatelle alle olive, con battuto di pomodoro, capperi e origano a far da fresco accompagnamento. E sempre nel nome della purezza è anche la scelta di utilizzare solo farina di riso o senza glutine nelle preparazioni. Al fine di evitare qualsiasi "contaminazione", creando pietanze adatte anche ai celiaci. Anzi, il menu fuga ogni dubbio, posizionando un simbolo preciso al fianco delle delizie gluten free.
FRA MARE E LOMBARDIA - Vestita di pangrattato privo di glutine è ad esempio la costoletta di vitello alla milanese. Pardon le costolette, visto che sono due le declinazioni della bella con l'osso: alta e bassa (a orecchia d'elefante) in stile gremolada (con panure ingentilita da rosmarino e scorza di limone). Servita con verdurine e patate in tre varianti: fritte home made, al forno e in puré. Per creare assaggi dalle variegate sfumature. E se dorato ritratto di Milano è il risotto giallo con pistilli di zafferano (a base di brodo di carne), bergamaschi sono i casoncelli con burro fuso, salvia e pancetta, e un po' lodigiano è l'ondivago risotto alla crema di zucca con raspadüra, fatta piovere solo nel mezzo. E un'eco di Valtellina? Si sente nelle crocchette di grano saraceno su crema di broccoletti. Intanto, il baccalà mantecato all'olio extravergine del Lago di Garda viene affiancato da bastoncini croccanti di polenta, e una serie di golosità prendono la via dell'orto e del mare. Ecco allora i cavatelli di farina di mais con verdure; la minestra di ceci con gamberi e calamaretti; e il filetto di branzino alle melanzane su passata di pomodoro. Dalla carta fata escono invece i gamberoni e in frittura-tempura gluten free (farina di riso e acqua gassata) finisce il pesce del mercato.
DOLCE LEGGEREZZA - E per dessert? Vi sono il classico tiramisù, presentato nel bicchiere (con scagliette di cioccolato al posto del cacao), e quello per intolleranti al glutine. In pratica? Una millefoglie orizzontale che alterna crema di mascarpone a fragranti cialdine, nate da farina gluten free, mandorle e semi di papavero. Senza dimenticare di provare la bavarese di pere alla vaniglia e la meringa ghiacciata al miele di acacia, dalla forma di un savarin e con un cuore di salsa al lampone. A completare il menu, un'accurata selezione di vini italiani nonché etichette di champagne, fra cui Dom Pérignon, Krug e Veuve Cliquot.
PER PRANZO - Tutti i giorni, oltre alla carta, il ristorante propone un lunch menu all'insegna del sapore a soli 25 Euro, contemplando un primo, un secondo con contorno, un buffet di dolci, un calice di vino e una bottiglia di acqua minerale. In alternativa? Si possono scegliere insalatone (da 6 Euro) e piatti gustosi (da 8 Euro).
APERITIVO CHIC - Accanto al Bistrot, il Caesar's Bar si rivela il luogo ideale per un aperitivo pre dinner. E così, fra marmi pregiati e divani in velluto verdone e bordeaux, vengono serviti (al bancone) crostini, salumi, fritturine e appetizer caldi firmati da cuoco Alessandro. Mentre il bartender Andrea Grande shakera e miscela cocktail raffinati o versa nel calice ottimi nettari (dai 6 ai 12 Euro). Una location perfetta anche per organizzare un evento privato, a cui si aggiungono una sala ristorante (riservabile per una trentina di persone) e il bel dehors-giardino. Dove, in estate, è anche possibile vivere un artistico happy hour del mercoledì, pranzare e cenare.
