
C'è il nero. Dei tavoli laminati, delle cornici agli specchi e del pavimento. E c'è il bianco. Delle sedute e dei divani in pelle, dei lampadari in seta e delle pareti. Al ristorante heat>diana il black & white crea un'armonica e dicromatica tenzone che rende tutto chic & soft. Un gioco di chiaro e di scuro, di rimandi e riflessi, di lucido e opaco. Un ambiente dallo stile Neoclassico riletto in chiave contemporanea. Con il bel giardino a completare l'opera. Quello storico dello Sheraton Diana Majestic, dove pranzare e cenare in un'atmosfera floreale.
AROMATICA VERVE - Raffinata e vivace, la cucina dello chef Paolo Croce si esprime in mediterranee sfumature di sapore e colore. Leggera, nel saggio uso di condimenti che sublimano in delicate salse. Genuina, nel ricorrere a frutta, ortaggi ed erbe aromatiche. Intrigante, nell'accostare gusti lievi e più grintosi. Come accade nei ravioli di primo sale, fiori di zucca, capestante arrostite e foie gras, incontro fra orto, aia e mare. Ma da assaggiare sono anche il tortellone in pasta fillo alle verdure con burrata, basilico e coulis di pomodoro, italico ritratto bianco-rosso-verde; il soufflé di bianchetti con crema di Ragusano; e il terzetto fave, pere e pecorino con focaccia di farina macinata e salsa al pepe. Per continuare con le paste ripiene: cannelloni neri al branzino su vellutata di pomodorini e asparagi oppure mezzelune di scamorza con fagiolini, patate e pomodori secchi. Infine, approdare ai secondi, di pesce o di carne: branzino e calamari in tempura con insalata di mela verde, cipollotti e ravanelli, se si amano le tonalità fresche e fragranti; petto d'anatra con gnocco alla romana, salsa di ciliegie e taccole, se si preferiscono le nuance più agrodolci. E per dessert? Tortino di marzapane, pistacchio e limone (con corredo di gelatina d'arancia e sorbetto al limone), per una spremuta di Sicilia; semifreddo alla fragola con muesli e salsa allo zenzero, per un binomio soffice-croccante; nonché il caffè e ammazzacaffè, per un ironico trittico di crema catalana al caffè, cioccolatino al caffè e rum e tortino al caffè e amaretto. I vini sono selezionati dal maître-sommelier Salvatore Ferrara e la direzione food & beverage è quella di Floris Elshof.
ASSAGGIO LOMBARDO - Originario di Mazara del Vallo, lo chef rende onore alla lombarda landa con alcune specialità meneghine, quali il risotto, il minestrone e la costoletta, nonché con una piccola degustazione, proposta sia a pranzo che a cena. Un itinerario lombardo, ritmato da salame d'oca di Mortara con tortino di verza; ossobuco con risotto allo zafferano; e crema al mascarpone e amaretti. Il tutto a 45 Euro, inclusi acqua, calice di vino e caffè.
LUNCH, BRUNCH & HAPPY HOUR - Al mezzodì è di scena una piccola carta, con piatti tratti dal menu serale, per un pranzo veloce ma accurato. E se il sabato e la domenica la parola d'ordine è brunch, tutti gli altri giorni è aperitivo, nella splendida cornice dell'h club>diana, fra poltrone, pouf e divani dai toni verde-relax, oppure fra i glicini e i fiori del giardino.


