Ristorante Dim Sum a Milano

Dalla Cina, un nuovo gustoso trend che ha fatto il giro il mondo

Le tapas d’oriente. Caleidoscopiche micro-portate della cucina cinese, i dim sum sono assaggini misti serviti in cestini di bambù

La leggerezza del vapore, la forza della fiamma viva. Acqua e fuoco. Sono loro i protagonisti in scena nella spettacolare cucina a vista del ristorante Dim Sum.

Un locale dal design contemporaneo, progettato interamente dall'architetto Carlo Samarati che, con minuziosa attenzione, ne ha curato ogni dettaglio.

Diretto da Yike Weng e la raffinata moglie Wang Pei, è un salotto dove vivere in chiave contemporanea lo yum cha.

Il rito del tè accompagnato da una vasta gamma bocconi leggeri, detti dim sum, si evolve e al posto di una tazza fumate arriva al tavolo una coppa di Champagne.

Una food experience squisitamente conviviale, che trova le sue origini a Canton, estremo sud della Cina.

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un mondo di ravioli cinesi: dai JIAOZI agli SHAO MAI

Un po' come le tapas spagnole, le ricette dei dim sum sono infinite.

E dai coniugi Weng si può scegliere tra più di trenta combinazioni. Aprono il menu gli jiaozi e gli shao mai, noti come raviolo cinese l'uno e raviolo aperto l'altro.

Preparati con pasta fresca fatta in casa, a base di farina di grano tenero e riso, cambiano nome secondo il metodo di cottura: shuijiao se bolliti; zhengjiao se al vapore; guotie se saltati alla piastra.

Dolce e leggero è lo shao mai al vapore con ripieno di gamberi; saporito il raviolo di alga con carne di maiale, funghi e bacche di goji; piacevolmente piccante è quello alla pechinese, preparato con pasta all'uovo.

Ed è con la stessa sfoglia delle tagliatelle di riso che si preparano i chee cheong fun, candidi mini cannelloni ripieni di puntine di maiale. Piccole tentazioni una-tira-l'altra, da abbinare a una coppa di Champagne Perrier-Jouët, prestigioso brand francese che per la prima volta in Italia conferisce il titolo di "Maison Recommandée" a un locale di cucina asiatica.

Un fiore di golosi dim sum al centro della tavola...

Un fiore di golosi dim sum al centro della tavola

YUAN, CHE MERAVIGLIA!

Superata la prima lezione cinogastronomica – jiaozi & shao mai – si passa alle polpette, ovvero gli yuan.

Yu yuan se di pesce; rou yuan se di carne. Sembra uno sciogli lingua. Ma basta pronunciarli un paio di volte per entrare in confidenza. Coreograficamente servite nei cestini di bambù, usati per la cottura a vapore, sprigionano immediatamente la loro delicata fragranza.

Dall'ipnotico profumo è l'involtino di speck con funghi, rivisitazione di una ricetta che richiede l'uso del prosciutto di Jinhua.

Non occorrono le bacchette per provare i baozi, fagottini di pane cotti al vapore, con cuore di carne di maiale e miele, detti cha siu bao.

Baozi ripieni di maiale cotti alla piastra

Baozi ripieni di maiale cotti alla piastra

Hong Kong, New York, Londra, Parigi. In queste quattro città i dim sum sono una realtà consolidata e sul web spopolano le classifiche degli indirizzi dove trovare i migliori petites bouchées vapeur.

A Milano l'appuntamento con l'internazionalità è in Porta Venezia, in Via Nino Bixio 29.

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