Ha un suono che trasmette energia. È considerato uno stile del jazz. Ed è pure un ristorante che, come la musica, esprime liberamente il suo pensiero: quello che onora e rispetta le scelte alimentari di ognuno, siano esse dettate dalla salute o dall'ideologia. Così il Be Bop tiene il ritmo della contemporaneità, proponendo una cucina mediterranea, vegetariana e vegana, versatile e senza stereotipi. Anzi, persino senza latticini e senza glutine. "Negli anni Novanta, siamo stati pionieri nell'affrontare l'argomento gluten free", dice Anna Dal Prà, patronesse di un locale certificato Aic (Associazione Italiana Celiachia), che si sviluppa in lungo e in largo fra legno di larice antico riciclato, pareti verde relax e un romantica veranda dall'anima zen. Chiusa e riscaldata in inverno; aperta e arieggiata nella bella stagione. Uno spazio familiare e rassicurante, il cui progetto porta la firma dell'architetto Daniele Brandolino.
FRA CARNE E PESCE - Eclettico e aromatico, il menu "tradizionale" vagheggia per terra e per mare. Dimenticando spesso i latticini, al fine di accontentare chi soffre di intolleranze a latte e formaggi. Unica contaminazione ammessa? Quella culturale. Per una carta dal leitmotiv italiano, che concede qualche nota a ricette e a ingredienti lontani. Come accade negli straccetti di carne alla libanese, avvolti da sesamo e cumino, sfumati al lime e distesi su indivia belga; nella piovra croccante su hummus di ceci; nel baccalà dorato con caponatina al curry; e nei tagliolini freschi con totanetti e zenzero su crema di patate. Pietanze dal cuore morbido e delicato quelle siglate dal giovane e meticoloso chef Giovanni Sbarra: cosentino di nascita e milanese d'adozione, da alcuni anni ai fornelli del Be Bop. "Il bello di lavorare qui sta nell'opportunità di fare piatti variegati, capaci di utilizzare prodotti nuovi e alternativi. Anche se bisogna stare sempre molto concentrati", sottolinea il cuoco. Che, mentre mescola il risotto con scampi e porcini o dà forma al cono di pollo con verdure marinate al limone, deve pensare alla linea per celiaci. In cui il menu si specchia, spogliandosi del glutine.
GREEN & GLUTEN FREE - Per non "inquinare" la cucina, gli impasti "normali" per pasta, pizza e grissini, vengono realizzati in un laboratorio a parte, in fondo al ristorante. Inoltre, forno, mestoli e padelle ad hoc assicurano la massima purezza delle golosità gluten free. Dolci inclusi. Della serie: crostatina di farina di riso aromatizzata al pistacchio con marmellata di ciliegie e noci; praline di farina di mandorle, cocco, nocciole e succo d'acero; e tiramisù. Ovvero, pan di spagna di farina di mais, arricchito da mascarpone e caffè, servito anche alla nutella e in divertissement stagionali (alle castagne e alle fragole). E per vegetariani e vegani? Prelibatezze green. Ecco allora le penne alla carbonara vegetariana (con uova e latte di soia), lo strudel con ricotta e scamorza affumicata e il tris di polpette: agli spinaci, alla zucca e alle fave (falafel). Ma ecco anche bontà veg senza derivati di origine animale: crocchette di cereali e ortaggi con salsa delicata al sesamo, pinoli e prezzemolo; gnocchi di zucca con finferli, cipolle caramellate e mandorle tostate; e millefoglie di verdure con seitan, tofu e salsa al basilico. E per dessert, il salame veganic, con fette biscottate, latte d'avena, farina di carrube e succo d'acero. Una ghiottoneria che segue il diktat dell'alimentazione naturale integrale consapevole, priva di sale, zucchero, alcol, caffè e cioccolato.
PIANETA PIZZA - È bassissima e leggerissima. Figlia di una lunga lievitazione (oltre dodici ore) e di una segreta alchimia, che miscela lecitina e un mix di farine. È la pizza, servita in una settantina di varianti, quasi tutte pure in versione senza glutine (preparate con farina di riso). E quelle senza lievito? Non mancano di certo, a base di khorasan kamut, di cui molte vegan. Come la Verde (crema di broccoli, curry, tofu, semi di sesamo e pinoli) e la Fantasia (crema di carciofi, zucchine, falafel, rucola, pomodoro fresco e crema di sesamo). In abbinamento? Birra Estrella Damm Daura (ideale per celiaci), una spagnola chiara e rotonda; e Birra Milano, una ale ambrata, non filtrata e ad alta fermentazione. La carta dei vini vola invece sul Bel Paese, privilegiando cantine meno note e nettari bio.
IL PRANZO FA TRIS - Dal lunedì al venerdì, oltre alla carta, spiccano tre piatti unici (a 11 Euro, bevande escluse): tradizionale di carne o pesce (primo, secondo e contorno), vegetariano nonché tris di primi. Per un assaporare salutare ed equilibrato.