
Paprika e zafferano. A duettare in un caldo abbraccio. Fra drappeggi e tendaggi, come in uno scenario gattopardiano. Fatto di fasto e di preziosi tessuti che vestono gli arredi di un'aura aristocratica. Al Ficodindia si respira l'orgoglio della bella Trinacria e l'anima verace di un'isola solare. Si sente il mare e il profumo della terra. Nell'ovattato e vellutato silenzio di un nobile salotto.
TIPICITÀ E CONTEMPORANEITÀ - Giovane ed entusiasta, lo chef Salvatore Giaramida è trapanese (per l'esattezza di Santa Ninfa, nella Valle del Belice). E con mano delicata, piglio sicuro e l'aiuto del giovane sous-chef di origini pantesche Davide De Luca, prepara piatti che fanno di levità virtù, sublimando l'anima storica in ricette dalla veste contemporanea. "L'intento è quello di traghettare la cucina siciliana verso una maggiore leggerezza", dichiara la patronne Daniela Di Blasi, architetto-ristoratore. Il risultato sono piatti lontani dal barocchismo e dall'esagerata opulenza isolana. Pietanze equilibrate, mai stereotipate e molto attuali. E se i capisaldi golosi di Trinacria non mancano, sono circondati da proposte più creative e dai "fuori-carta", che nascono ogni giorno grazie all'offerta del mercato: distanti dagli schemi del già visto e assaporato, ma senza mai tradire la materia prima. Come la ricotta salata e quella infornata, la mentuccia e il finocchietto, i gamberoni e gli scampi di Mazara del Vallo, le melanzane e le arance di Ribera. Riletti in chiave contemporanea.
UN TUFFO NEL SOLE - Dopo un benvenuto con panelle e bollicine, inizia il viaggio fra terra e mare. Ecco allora il polpo arrosto con insalata di carciofi, arance e pecorino semi-stagionato: il cremoso macco di fave con ricotta infornata e olio aromatizzato alle erbe; la caponata con gambero in gomitolo di patate e fondente al cioccolato (omaggio al maestro di Salvatore, lo chef Giorgio Graziano de Il Ficodindia di San Vito Lo Capo); e lo sformatino di melanzane e ricotta salata su vellutata di pomodoro. Per continuare con una nutriente e intrigante specialità: la minestrina di gamberi rossi di Sicilia, preparata con i capellini spezzati al basilico, rigorosamente fatti in casa. E poi? In menu spiccano la piramide di cous cous di pesce alla trapanese, ingentilita dalla cannella, incoronata dalle triglie e accompagnata dal suo brodetto; le linguine con calamari, cardi e pepe; e gli spaghetti c'anciova e muddica (con le acciughe e la mollìca). E ancora, il tonno in crosta di lardo con patate schiacciate alle erbe; lo spiedo di pesce spada con insalata di carciofi e patate; e la leggera caponata con cubi di ricciola fritti e cardi in pastella. Per corteggiare il palato con la danza del morbido-croccante. Per chi ama la carne, invece, è perfetto lo spezzatino di agnello al timo su purea di piselli.
CHICCHE E BACCO - Vestita di glassa e ornata di frutta candita, la cassata fa la sua comparsa a chiosa della cena. Insieme a cannoli, paste di mandorla home made, sorbetti al limone e al mandarino e al parfait di mandorla con petramennula, dolce a base di miele, scorze d'arancia, mandorle e confetti alla mandorla.In abbinamento, Passito e Moscato di Pantelleria, Marsala e Zibibbo. Complici dolci di una lista di vini interamente siciliana, da cui attingere guidati dalla brava sommelière Patty Iaconelli. Nettari capaci di valorizzare i vitigni autoctoni, prodotti da aziende come Donnafugata, Planeta, Tasca d'Almerita, Firriato, Barone di Villagrande, Alcesti e Cristo di Campobello. Una chicca? Lo Hierà di Hauner, che nasce dalle uve dell'Isola di Vulcano.
BUSINESS LUNCH SICILIANO - Dal martedì al venerdì, il pranzo si fa gustoso, zigzagando fra ricette à la carte che hanno il sapore del sole e la trasparenza del mare. Un luogo ideale per un tranquillo pranzo daffari o per una piacevole chiacchierata in coppia.
