Una brezza marina si avvicina a Piazza Cinque Giornate. Ed entra Al Cellini, ristorante dall'aura intima e raccolta che mutua il nome dall'omonima via in cui è posizionato ad angolo. Sì, un angolo salottiero ed elegante, stretto nell'abbraccio di candidi tovagliati e di un'accoglienza sincera, capace di far sentire l'ospite come a casa. Uno spazio raffinato, perfetto per assaporare il meglio del pescato, presentato crudo e puro o rielaborato in aromatiche ricette mediterranee. Ecco dunque prender forma, sotto l'attenta gestione di Tonino Iaria, il sogno di due giovani soci come Simone e Davide: quello di creare uno scorcio di Costa Azzurra a Milano. Approdo sicuro per i seguaci di Nettuno.
LA PUREZZA - Arriva fresco ogni mattina. Pronto per esser messo in vetrina, disteso su un letto di ghiaccio. È il pesce, protagonista assoluto del menu. Che si apre con ostriche francesi e crudité varie, servite sul plateau in ceramica artigianale. Per ben combinare tipicità e nobiltà, in un trionfo di scampi e gamberi siciliani, tartufi, cannolicchi, canocchie e coquillage del mercato del dì. E per chi adora la tenerezza in rosso? Nessun dubbio: tartare di tonno di Carloforte, tagliata al coltello e leggermente condita con olio, pepe e sale. Mentre quella di salmone accoglie senape delicata e cipolla di Tropea. Pietanze semplici e deliziose, preparate con sapienza da uno chef come Antonio Iaria (fratello di Tonino): origini calabresi e un'esperienza trentennale in cucina. Un cuoco di carattere, come i suoi piatti. Fra i quali spiccano anche i tagliolini ai ricci marini, il branzino al sale, le capesante gratinate o alla griglia, il filetto di orata in crosta di patate, il pagello al cartoccio e il rombo al forno steccato al rosmarino. Ideali per chi ama il mare nelle sue forme più rassicuranti.
L'AROMATICITÀ - E per un tocco di fantasia? Et voilà la "trippa" ittica: seppie ridotte a striscioline naviganti in un appetitoso intingolo, in cui pomodoro, fumetto di pesce e sfumata di vino bianco si sposano a meraviglia. Regalando un succulento manicaretto da "scarpetta", custodito nel tegamino in coccio con polenta a corredo. Oppure, perché no, i paccheri di Gragnano alla carbonara di mare, preziosi di pancetta, zafferano, calamari e gamberetti. Resi cremosi da un poco di panna e ingentiliti da una spolverata di cacioricotta. Ma numerose sono le proposte: dall'impepata di cozze ai moscardini in guazzetto, dalla zuppa di ceci e scampi ai ravioli di branzino, fino alle prelibate linguine all'astice. Crostaceo che ritorna, in versione catalana, con la complicità del pomodoro e la verve della cipolla rossa cruda. Senza dimenticare lo scorfano alla livornese e il pesce spada alla messinese (con capperi e olive nere), il pesce spatola all'acqua pazza e il fritto di calamaretti, code di scampi e zucchine. A cui si aggiungono le prelibatezze figlie dell'estro del momento. Un esempio? Le triglie ripiene (di un trito di gamberi e pangrattato), paffutella rivisitazione delle sarde imbottite.
LA DOLCEZZA - Alle mele della Val di Non e calvados, al mandarino tardivo di Ciaculli e amaretto, oppure al limone interdonato di Sicilia e vodka. Sono i sorbetti che chiosano il pasto, alla cui base stanno ingredienti di qualità e persino alcuni Presìdi Slow Food. E per dessert più corposi? Vi sono le torte, le crostate e i biscottini home made, nonché le geometriche golosità firmate Ernst Knam: il tondo Mondo, la quadrata Mousse ai Tre Cioccolati e la cilindrica Babilonia. Per veri scrigni di dolcezza. E nel calice? Una buona selezione di vini bianchi, Franciacorta e champagne. Mentre un Garda Marzemino di Costaripa o un Pinot Nero di San Michele Appiano accompagnano con classe le ricette più veraci.
A MEZZODÌ - Dal lunedì al venerdì, oltre alla carta e ai piatti del giorno, spicca un menu degustazione (di pesce o di carne) a 18 Euro, che include primo e secondo, calice di vino, acqua e caffè. Per una pausa gustosa e leggera. E se tutti i martedì compare anche l'ossobuco con risotto, la domenica, invece, fa il suo ingresso un festivo percorso degustativo a 40 Euro, che va dall'antipasto al dessert, compresi un calice di Chardonnay, acqua e caffè.