Ristorante 'A Pazziella Milano
Pizza, paccheri e pastiera in un ambiente di design
Fucsia, blu e un tocco d'oro e d'argento. A rincorrersi sulle pareti in un dedalo di colori, fluorescenze e iridescenze. Fra geometrici spazi che sposano la luce a un design dal linguaggio moderno e dall'effetto algido-caldo, fuori da ogni logico schema. Almeno per un ristorante napoletano come 'A Pazziella, dove lo stereotipo di pizza e mandolino viene superato da un matrimonio perfetto fra tradizione e dettagli di contemporanea matrice: lampade Flos a perpendicolo sui tavoli, pavimento in cotto, sedie in pelle nere, arancioni e celesti e arredi in legno e ferro che giungono dalla Comunità di San Patrignano. E tra le vetrate, un giardino mediterraneo-zen.
DAI FORNELLI - Se in napoletano vernacolo 'a pazziella è un balocco, una cosa che riesce a dare gioia, qui sono i piatti a solleticare e incuriosire il palato. Manicaretti veri e veraci, che raccontano della campana terra, con Napoli a baluardo. Per iniziare, buffet a tutte sfiziosità: parmigiana di melanzane, gattò di patate, sartù di riso, involtini di melanzane, melanzane a fungitiello, peperoni imbottiti, verdure grigliate nonché mozzarella, provola (leggermente affumicata) e ricottine di bufala (arrivi giornalieri). Poi, via libera al fritto tipico (crocché di patate, fiori di zucca ripieni di ricotta vaccina, frittelline d'alghe del Golfo, verdurine e gamberi); alle seppie con noci di Sorrento, fiori di zucca, olio e limone; alle bruschette al pomodoro e al sauté di frutti di mare. Per poi approdare ai primi, tentazioni golose dal piglio schietto, come le "vulcaniche" candele di Setaro al ragù (di manzo) alla napoletana; gli scialatielli fatti in casa allo scoglio; la calamarata con gamberi e zucchine; i paccheri di Gragnano con scampetti, pomodorini e Provolone del Monaco; gli spaghetti alla Nerano (zucchine, basilico e grana); gli gnocchi alla sorrentina; la pasta e patate con provola affumicata; e la pasta, fagioli e cozze, servita nel coccio. Come nel pignatiello sono presentati i polipetti, mentre il pesce fresco del giorno viene proposto al forno, alla griglia e all'acqua pazza. In abbinamento, Lacryma Christi del Vesuvio (bianco e rosso), Aglianico del Beneventano, Taurasi, Fiano, Falanghhina, Greco di Tufo e Pallagrello bianco.
DAL FORNO - Di artigianale fattura e di piastrelline violette vestito, il forno a legna è l'antro focoso dove nascono pizze fragranti e succulente: lievitate ben bene, ricche di ingredienti genuini e dal caratteristico cornicione alto. Da provare (anche da asporto) quella con la mozzarella di bufala e pomodorini, quella con salsiccia, friarielli e provola e quella metà e metà (mezza ripiena di prosciutto, mozzarella e ricotta; e mezza Margherita). Senza dimenticare il saltimbocca di Sorrento, panino di pasta di pizza farcito a piacere, nonché i calzoni fritti dal cuore gentile. Del tipo: mozzarella, ricotta, cicoli (ciccioli) e pepe, oppure provola, scarola, olive e acciughe. Infine, per dolce, 'o babà, la delizia al limone, la pastiera, la torta caprese di cioccolato e mandorle e il tiramisù, al caffè o alla frutta. Tutti fatti in casa.
MEZZOGIORNO VERACE - Si può optare per la pizza (8 euro, inclusa la bibita) o per il business lunch: primo, secondo e acqua a 10,50 euro. Con un menu che varia quotidianamente.