Ristorante 28 posti a Milano

Tra Porta Genova e il Naviglio Grande, un moderno bistrot minimal chic dal vincente progetto etico

Cucinare è un atto d'amore. Soprattutto quando diventa un mezzo per rinobilitare l'uomo. Lo sanno bene, e ci credono fermamente, Silvia Orazi e Gaetano Berni (documentarista lei, architetto lui) ideatori del ristorante 28 posti in zona Navigli.

La brigata è formata dai detenuti dell'Istituto Penitenziario di Bollate coordinati dal giovane chef Marco Ambrosino, forte di una prestigiosa esperienza al Noma di Copenhagen del pluripremiato René Redzepi.

Accogliente e luminoso, è arredato in stile minimalista con complementi disegnati da Francesco Faccin e realizzati in carcere usando materiali di recupero.

Il ristorante (e progetto sociale) 28 Posti

Il ristorante (e progetto sociale) 28 Posti

28 posti: arredo minimal e cucina moderna

Silvia e Gaetano sono rispettivamente anche presidente e socio fondatore di LiveInSlums, onlus che si occupa di progetti di sviluppo nei Paesi del Terzo e Quarto Mondo.

Proprio da uno di questi luoghi lontani arrivano alcuni oggetti di arredo, come le lattine porta candela create dai bambini di Nairobi o le lampade a sospensione progettate da Alvaro Catalán de Ocón fatte a mano dagli artigiani di Bogotà usando vecchie bottiglie di plastica.

Tanti piccoli dettagli che fanno del ristorante 28 posti un luogo unico, informale ma al tempo stesso romantico e confortevole come se si stesse a casa propria.

Correlati: 28 posti Milano

Visualizza il Menu