Pop, Rock, Cinema a Milano

David Bowie, Nick Cave e Who protagonisti di un breve ciclo di film

ATTENZIONE: Evento scaduto
«L'ispirazione non è un fuoco sacro che scende dal cielo, ma un bisogno che va alimentato. Per questo vado in ufficio ogni mattina a cercarla.»
Poche, selezionate pellicole di recente uscita compongono la rassegna Pop, Rock, Cinema: storie di grandi artisti della musica internazionale raccontate sul grande schermo allo Spazio Oberdan.

Le due chicche sono senza dubbio David Bowie Is, che consacra il Duca bianco, e 20.000 Days on Earth, dedicato invece a Nick Cave.

Inoltre, a 35 anni dalla prima uscita in sala, la rassegna ripropone Quadrophenia, una delle più celebri opere rock della storia del cinema qui in versione restaurata e digitalizzata per festeggiare i 50 anni di carriera degli Who.

La locandina di

La locandina di "David Bowie Is"

DAVID BOWIE, NICK CAVE E WHO SI METTONO IN MOSTRA AL CINEMA, SULLO SCHERMO DELL'OBERDAN

David Bowie Is è la versione cinematografica dell'omonima mostra che nel 2013, al Victoria and Albert Museum di Londra, ha fatto segnare un record di spettatori.

Grandiosa è ovviamente la colonna sonora, ma il film naviga tra i 300 oggetti esposti, che includono filmati, fotografie, testi scritti a mano, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Un omaggio davvero significativo a David Bowie, icona di stile non solo della musica.

Differente è il tono di 20.000 Days on Earth, lungometraggio a metà fra finzione e documentario. Protagonista è un'altra delle figure più influenti della scena musicale contemporanea, Nick Cave.

Cantautore, compositore, scrittore e attore australiano, Cave condivide con la cinepresa 24 ore della sua vita (il ventimillesimo giorno del titolo). Lo spettatore viene così accompagnato nel sul processo creativo.

Infine, Quadrophenia: titolo che riprende l'omonimo, leggendario album degli Who, le cui tracce costituiscono la colonna sonora d'eccezione.

La pellicola, ambientata negli anni '60, racconta la rabbia adolescenziale di una generazione decisa a provare a vivere scrivendo da sola il proprio futuro, per cedere poi alla disillusione.