Jim Jarmusch a Milano

L'autore cult in dieci titoli: da "Dead man" a "Solo gli amanti sopravvivono"

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La mitologia on the road, il rapporto fra l'uomo e il paesaggio americano sono parte della poetica di Jim Jarmusch, cineasta cult autore di memorabili pellicole. A lui Fondazione Cineteca Italiana rende omaggio con una rassegna di dieci titoli allo Spazio Oberdan. Americano di nascita, ma di origini miste (olandesi, ceche, tedesche, irlandesi), Jarmusch è cresciuto nella cultura underground newyorchese degli anni Settanta.

Il suo è un cinema della lentezza, fatto di sradicati personaggi, figure dubbiose che osservano con perplessità ironica e sofferta una realtà di cui cercano di rintracciare il senso. Testimonianza di questo universo sono capolavori come il recente Solo gli amanti sopravvivono o Broken Flowers. In rassegna anche i cult underground degli esordi (Permanent Vacation, Stranger Than Paradise, Daunbailò, Mystery Train) e opere quali Dead Man e Ghost Dog. Non potevano poi mancare Taxisti di notte e Coffee and Cigarettes.