Tra le passioni di Claude Monet, vi era la cultura e l'estetica del paese del Sol Levante: in particolare il panteismo e il Naturalismo Giapponese esercitavano un fascino speciale sull'immmaginario del pittore. Ecco allora che Palazzo Reale propone una mostra intitolata proprio Monet, il Tempo delle Ninfee.
La Natura è intesa come fluttuante in un tempo immoto, qualcosa da rispettare profondamente, di cui godere e far parte. Il Giardino di Giverny dell'abitazione di campagna di Monet è il perfetto giardino giapponese: qui l'artista crea il ciclo delle Nymphéas, le Ninfee. Venti di queste opere sono ospitate nell'esposizione milanese. Ad affiancare i dipinti di Monet, le stampe preziose e fragili di Hokusai, Hiroshige e altri maestri giapponesi.
E così anche il giardino di Monet diviene quasi un 'hortus conclusus' della luminosità, una natura nata e coltivata per divenire pittura. Non potevano le alternanze di una luce cangiante essere fissate se non con forme che il lucore rende astratto segno come quello delle pitture e delle stampe nipponiche tanto amate da Monet.
Per richiamare quel mondo lontano la mostra ora allestita a Palazzo Reale ha posto alla fine del percorso espositivo un albero bonsai piantato in un giardino giapponese proprio quando Monet attendeva alle sue opere. Un albero sopravvissuto alla bomba atomica, seminato e allevato per esistere oltre il giardino...
Elisabetta Potthoff