Mostra John Latham a Milano

Esordio milanese per l'artista sperimentale britannico

ATTENZIONE: Evento scaduto

Prima antologica in un'istituzione italiana per l'artista britannico John Latham. Ad avere l'onore è la Triennale di Milano, che ospita la mostra a lui dedicata "in tandem" con quella che omaggia Gianfranco Baruchello.

Latham è una delle figure più affascinanti della scena artistica europea dal secondo dopoguerra. Il suo lavoro non è ascrivibile a una precisa corrente artistica, Latham ha sempre preferito costruirsi un percorso tutto suo.

Instancabile sperimentatore, nel corso degli anni ha esplorato pittura, scultura, assemblaggio, performance, film e installazione testando i limiti di ciascun medium.

Una delle opere di John Latham

Una delle opere di John Latham

LE SPERIMENTAZIONI ARTISTICHE DI JOHN LATHAM NELLA MOSTRA GREAT NOIT IN TRIENNALE

La mostra dal titolo Great Noit presenta oltre quaranta opere, realizzate tra il 1955 e il 1998. L'allestimento segue un criterio cronologico ma tiene conto dei temi fondamentali della ricerca di Latham.

In merito alla sperimentazione delle tecniche artistiche, dal 1954 al 1958 Latham realizza dipinti astratti con l'uso della vernice a spruzzo, in seguito utilizzai libri bruciati, sezionati e dipinti come materiale pittorico e di assemblaggio.

Opere di questi periodi sono in mostra, come anche alcune scultura di grandi dimensioni, ai confini con l'intervento architettonico.

Negli anni sessanta e settanta John Latham si dedica alla realizzazione di film e video sperimentali, che costituiscono un aspetto meno noto ma altrettanto importante della sua ricerca. Presenti in Triennale cinque sue opere filmiche.

Spettacolare, infine, l'installazione di sculture che pendono dal soffitto, già presentata alla Lisson Gallery di Londra nel 1992, anch'essa presente nella sale del palazzo milanese.

Il lavoro di Latham è una riflessione poetica e provocatoria sulla natura della conoscenza umana, sugli strumenti e sui sistemi con cui l'uomo tenta di comprendere l'universo e il proprio destino (dalla scienza alla filosofia) e sull'arte come forma di intuizione capace di superare i confini tra le discipline.