Palazzo Reale ospita la prima importante retrospettiva italiana di Edward Hopper. L'opera del padre del Realismo Americano del Novecento arriva dunque a Milano grazie alla collaborazione con il Whitney Museum of New York, portando con sé quel peculiare universo malinconico, solitario, metafisico e al contempo materiale per cui Hopper è conosciuto in tutto il mondo.
Edward Hopper si è reso osservatore della società americana negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali, anni segnati da inquietudine e solitudine, portati sulla tela grazie ad ambientazioni quotidiane ma inorganiche: atmosfere vuote, silenziose, rarefatte. Perfetti contenitori della solitudine esistenziale e della incomunicabilità invalicabile dell'uomo moderno.
Originale lo studio proposto su "Sole mattutino".
Giorgio
Ciao,
Renato
ho alcuni biglietti da vendere se qualcuno e interessato,3496331284
PREVEDO UN'ESPERIENZA INTERESSANTE E PIACEVOLE.
Afferrare la luce quando ancora splende nel suo fulgore è l'ambizione che anima i dipinti più importanti di Hopper. Per dare massimo risalto a questa luce i personaggi appaiono fissi, più che animare le tele paiono esservi semplicemente collocati. Irrigiditi nella propria solitudine è come se vivessoro solo il momento in cui vengono ritratti: per loro è sempre la stessa ora.