Mura spagnole a Milano

Bastioni, passeggiate e vie in trasformazione

La cerchia delle mura spagnole, detta anche dei bastioni, corrisponde oggi a parte della circonvallazione interna ed è costituita da due serie di viali paralleli che ricalcano il tracciato delle mura erette dagli spagnoli nel 1560. Le strade sul lato interno correvano un tempo al di sopra del terrapieno delle mura e si sviluppavano in una suggestiva passeggiata panoramica. Tutti i tratti sopraelevati sono ormai spariti eccezion fatta per i bastioni di Porta Venezia. I resti oggi visibili si trovano: in Piazza Medaglie d'Oro, lungo Viale Vittorio Veneto e in Via Sabotino, nella zona di Piazza XXIV Maggio. In viale Monte Nero invece ci si può rilassare in due giardinetti ricavati da altri resti della cinta muraria spagnola. Le principali porte di cui Milano ancora oggi si fregia sono Porta Romana, Porta Venezia, Porta Nuova, Porta Garibaldi, Porta Sempione (che corrisponde oggi al Castello Sforzesco) e Porta Ticinese.

Le mura furono erette tra il 1546 e il 1560 su ordine di Ferrante I Gonzaga, governatore di Milano durante la dominazione spagnola, con l'obiettivo di rafforzare le difese cittadine. La cinta muraria si estendeva per circa undici chilometri e presentava un muraglione caratterizzato da torri e lunette. In alcuni punti era dotata di fossati ricavati dai diversi canali presenti nella Pianura Padana. Nel 1750 l'allora governatore lombardo Gian Luca Pallavicini, ordinò che le mura venissero adibite a passeggiata pubblica, accessibile a tutti e dotata di panchine e alberi. Il Piermarini le trasformò poi ulteriormente ricavandone un viale sopraelevato panoramico che permetteva di vedere il Duomo da ogni suo punto, oltre che le Alpi e la campagna circostante nella parte settentrionale. A partire dalla seconda metà del XIX secolo le mura, considerate ormai d'intralcio al traffico cittadino, vennero quasi totalmente demolite.