Festival Studio in Triennale a Milano

Tre giorni di incontri per parlare di media, cultura e innovazione

ATTENZIONE: Evento scaduto
Sul mercato editoriale dal 2011, la rivista d'attualità, culturale e di costume Studio propone una tre giorni di incontri alla Triennale di Milano, una sorta di festival giunto alla terza edizione. Dal 21 al 23 novembre, Studio In Triennale accoglie tanti ospiti dal mondo dell'editoria, del giornalismo, della moda, dello sport, della politica.
Studio in Triennale discute di calcio

Studio in Triennale discute di calcio

VENERDÌ 21 NOVEMBRE

Si comincia venerdì pomeriggio con un tema che certamente si può definire appassionante, visto il clamore e l'attenzione che suscita in Italia: il calcio. Del futuro di questo sport nel nostro paese discute, tra gli altri, Andrea Agnelli, presidente di Juventus Fc. Appuntamento venerdì 21 novembre alle 16.30 dunque.

Studio in Triennale discute di arte (Beatrice Trussardi, ph Dario Orlandi)

Studio in Triennale discute di arte (Beatrice Trussardi, ph Dario Orlandi)

SABATO 22 NOVEMBRE

Dedicato all'arte è invece l'incontro di sabato 22 novembre, alle ore 15.30, che vede protagonista Beatrice Trussardi, presidente della Fondazione Trussardi. Il dibattito ruota intorno al legame tra brand e cultura, e ha come riferimento il ruolo della Fondazione della maison di moda nelle attività culturali e artistiche nella città di Milano.

Ancora attualità con l'incontro delle 18.30 dedicato al nuovo Partito Democratico che si va definendo e al disegno politico di Matteo Renzi.

Studio in Triennale discute di comunicazione

Studio in Triennale discute di comunicazione

DOMENICA 23 NOVEMBRE

È la volta di media e informazione digitale, con gli interventi di Luca Sofri, direttore de Il Post, Daniele Bellasio, social media manager del Sole24Ore, Thomas Smolders di Blendle e Beniamino Pagliaro di Good Morning Italia che danno appuntamento alle ore 15.

Si chiude alle 18.30 con ospiti a sorpresa e una discussione che gli eventuali nativi digitali presenti non capiranno fino in fondo, ci si chiede infatti che fine abbiano fatto i mestieri che sognavamo di fare da piccoli, ora che siamo nell'era di Internet.