Lisa Germano e Philip Selway Milano

Concerto Lisa Germano e Philip Selway, Milano

STATO
ATTENZIONE: EVENTO SCADUTO
CATEGORIA
Concerto
LOCATION
Tunnel
DATA
giovedì 1 aprile 2010
ORARIO
Ore 21.00
INDIRIZZO
Via Giovanni Battista Sammartini, 30 (Zona Stazione Centrale)  Apri Mappa
CITTÀ
20159 Milano (MI)
TELEFONO
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Due artisti internazionali dividono il palco del Tunnel. Omaggi con Mdb

Lei è Lisa Germano, violinista e polistrumentista, cantautrice. Lui è Philip Selway, batterista dei Radiohead e ora pronto a fare il salto da solista. I due si divederanno il palco del Tunnel per presentare i loro ultimi album, frutto di collaborazioni reciproche e musicisti del calibro di Glenn Kotche e Patrick Sansone dei WILCO e Sebastian Steinberg. Lisa vanta una carriera ventennale nella musica indipendente come cantautrice il cui punto massimo è raggiunto da Geek the girl, considerato da gran parte della critica musicale uno dei più importanti dischi degli anni novanta. La Germano produce diversi album nell'ultimo decennio, l'ultimo, Magic Neighbour, risale all'autunno del 2009.

INGRESSO
Euro 15,00
Fascia di Prezzo
Accessibile
Commenti
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Di Paolo postato il 28/03/2010 21:40:56
è una turbolenta ora di filosofia e sono bersagliato dal lancio di oggetti e astucci. Il prof esce per chiedere soccorso. Nel mentre anche io tiro, ma i miei compagni lanciano dalla finestra, dal piano rialzato, i miei libri. Esco per recuperarli ma buttano anche zaino, astuccio e giacca. indosso tutto per rientrare dalla finestra quando il prof torna con la preside: per guardarmi correre a casa.
Di lorena postato il 28/03/2010 19:29:17
rottamo.
rottamo il mio cuore perche' arruginito e a pezzi cade.
arido e gassoso come Giove gioisco del nuovo cuore.leggero s'innalza tra le nubi opache impenetrabili.
cio' che prima rottami ami.
il rotto è la passione logorata dall'uso
quindi rottamare, rottamare, e ancora rottamare.
il sole sorge sullo specchio dell'acqua si riflette la nostra rotta verso il mare.



Di Lorenzo postato il 28/03/2010 15:34:07
Ero popolare, troppo popolare, mi vestivo male perché avevo la fame mia, di mio nonno e quella di mio padre. A lezione io leggevo il manuale e poi il prof mi diceva cosa fare, i compagni invece stavano ad urlare, usciamo, fumiamo e poi al compito a copiare. Quando ho fatto il tema alla maturità mi son detto: esagera un po' la realtà, ma scrivo come un dodicenne, questa è la verità. Bocciato
Di claudio postato il 19/03/2010 13:29:20
La sua voce rende fantastica ogni cosa che tocca, le sue mani scorrono veloci e sicure sugli strumenti che suona, il suo cuore veleggia a ritmo di melodie celesti e io mi trovo a sospirare guardando fuori dalla finestra, e in un impeto di follia corro verso il Tunnel, un clochard mi rivela una botola segreta e dopo un lungo vagabondare mi ritrovo sotto il palco, solo e sporco, ma felice di esserci
Di BARBARA postato il 19/03/2010 13:04:19
Lisa Germano suona più strumenti: chitarra, tastiere, violino, la sua musica parla di infelicità pervasa da un cupo esistenzialismo. Un calvario di donna ritratto in piccoli pannelli sonori, che abbracciano temi quali la solitudine, l'alienazione, l'incapacità di rapportarsi con il prossimo, i sentimenti feriti, la violenza sessuale. La tensione di Lisa Germano non deflagra mai, ma si insinua progressivamente in una sequenza di ballate crepuscolari, costruite sull'uso di molteplici strumenti e su continue variazioni sonore che si rivelano funzionali alla drammatizzazione dell'impianto narrativo. Si alternano registri diversi, quasi a voler interpretare i vari personaggi che affollano i suoi incubi. L'effetto è suggestivamente "teatrale", ma sempre contenuto all'interno di rigidi binari minimalisti. Grande.
Di wannasghempst postato il 18/03/2010 15:18:46
All'epoca mi ritenevo popolare, in realtà ero una cogliona. Io e un mio compagno rubammo il compito di filosofia dal cassetto del professore.Ci trovammo tutti a decidere quali domande sbagliare per non farci sgamare dal prof...ma quelli abituati a voti alti se ne sbatterono, e non sbagliarono nulla. Io andai in para totale, sbagliai qualche domanda, e alla fine presi 5. Fu L'impresa eccezionale.
Di Alberto postato il 17/03/2010 13:01:33
Mi ricordo GEEK THE GIRL, e le corse di una bambina Lisa,
con l'amico mio più sincero, un Philip Selway dal muso Radio(H),
poi un giorn presi il treno, l'erba, il prato e quello che era mio,
scomparivano piano, piano e veniva verso Milano.

Quante volte ho cercato il biglietto, quante volte non ho visto becco,
la città aveva mille sguardi io sognavo Lisa e Philip.
Il mio destino è di stare lì in prima fila,
con MILANO DA BERE vicino più paura non avrò
e un po' da voi ancora pagine visiterò.

Mi ricordo OK COMPUTER quella sera negli occhi tuoi,
quando hai detto: '’ si è la storia della musica, però supera queste
concezioni rigide e di nostalgia ‘
nella nebbia le tue parole, compresi il valore,
poi nel buio senza parlare capì l’evoluzione...
Il mio destino è di stare proprio lì, con Lisa vicino supererò le mie paure
e un po' più uomo sarò
montagne verdi negli occhi di Lisa e Philip vedrò.
Di Wanda postato il 16/03/2010 23:18:29
Il primo giorno arrivai di corsa, sudatissima, e il secondo giorno persi il bus. Il terzo giorno faceva freddo e mi cagai addosso. Rimasi tutto il giorno immobile (al primo banco, da sola, sudata, a cercare di non incrociare lo sguardo del professore per non creargli ulteriore imbarazzo), sperando che l'odore non uscisse dalle mie mutande. Persi il bus per tornare a casa, quel giorno pioveva merda
Di Wanda postato il 16/03/2010 23:18:02
Il primo giorno arrivai di corsa, sudatissima, e il secondo giorno persi il bus. Il terzo giorno faceva freddo e mi cagai addosso. Rimasi tutto il giorno immobile (al primo banco, da sola, sudata, a cercare di non incrociare lo sguardo del professore per non creargli ulteriore imbarazzo), sperando che l'odore non uscisse dalle mie mutande. Persi il bus per tornare a casa, quel giorno pioveva merda
Di Piera postato il 16/03/2010 15:54:52
Non credo ci voglia un'arte per comprendere la creatività dei ragazzini.
Eppure fin dalle elementari questo è stato il mio problema: come spiegare a un maestro urlante che avevi rovesciato per scherzo il banco del tuo compagno vicino?
Come spiegare alla prof di lettere che tu e la tua compagna fate botta e risposta col verso del maiale?
"Mi scusi, sa, mia figlia è molto creativa!"
Povera madre!
Di Massimo postato il 14/03/2010 14:30:46
...Ero riservato,timidino,un po' come Lisa,poi sono diventato popolare,non come Lisa certo,a scuola si fa in fretta,se poi finisci sul giornale di provincia ancor di più!In una di quelle uscite con i compagni,un caldo sabato pomeriggio in piscina ho visto,mentre tutti facevano il bagno,un ragazzino che "ci ripuliva" gli zainetti e l'ho bloccato...Da piccoli basta poco per diventare un grande eroe!
Di mg postato il 11/03/2010 09:35:35
mi ricordo un muro bianco sulla strada tra casa e scuola, davanti alla chiesa con una scritta MARIAGIORGIA BELLISSIMA, ci passavo tutte le mattine. che vergogna soprattutto la domenica con i miei, meno male non lo hanno mai notato. Il bello è che non ho mai pensato di esserla.
Di francesco postato il 08/03/2010 14:33:50
essere se stessi sempre e' la cosa + difficile da compiere
Di paolo postato il 03/03/2010 16:57:08
Ero proprio un Gianburrasca. Ricordo che durante il periodo di carnevale, in 2^ media, gettai del finto inchiostro (di quelli che a contatto con l'aria tornavano liquido incolore) sul maglione rosa di una mia compagna durante un'interrogazione. Lei si alzò urlando; la professoressa, in bilico sulla sedia, si rovesciò all'indietro urlando a sua volta. Mi ripresero in lacrime in bidelleria!
Di Rosetta postato il 03/03/2010 16:11:31
A scuola ero davvero stupida!! o almeno mi divertiva tanto farlo! Coloravo dei pezzettini di carta con dell'inchiostro nero e poi li applicavo sui denti di modo che a chi mi guardava da lontano, quando sorridevo, sembravo sdentata! e così con scherzetti di questo genere mi guadagnavo la mia fetta quotidiana di popolarità! Ma poi sono cresciuta e... sono rimasta la stupida di sempre! :-D
Di Nicola postato il 02/03/2010 15:24:25
Nella mia scuola essere popolari non consisteva solo nel vestirsi alla moda e pensare solo ad ubriacarsi o divertirsi:io ero piuttosto popolare,conoscevo mezza scuola,non avevo nemici e se mi seviva un favore nessuno me lo rifiutava.Ero arrivato a questo livello un pò grazie al mio carattere aperto,facendomi rispettare,prendendo parte alle discussioni ed essendo molto disponibile col prossimo...
Di Stefano postato il 22/02/2010 20:19:32
Io avrei voluto molto essere riservato, invisibile, inesistente, ma la mia mole mi rendeva (tristemente) popolare e bersaglio degli insulti più infamanti. L'ora di educazione fisica era un braccio di ferro psicologico tra me ed il resto del mondo, finchè una volta non imitai il professore di diritto tra le risa della mia classe: seduto in cattedra, finalmente cominciai a liberarmi della zavorra.
Di arianna postato il 22/02/2010 18:24:44
ma in realtà sono sempre stata presa in giro...sta di fatto che tutti facevano a gara per avermi come amica....i matti erano loro...io sono sempre stata la stessa e forse questo mio modo di essere suscitava invidia...mah
Di linda postato il 16/02/2010 17:18:09
Essere come si è davvero è la sfida più grande per l'uomo
Di Erica postato il 10/02/2010 18:01:20
Sono sempre stata incostante. Sono stata, quindi, un po' popolare e un po' impopolare, un po' secchiona e un po' asina, un po' ribelle e un po' disciplinata, un po' fighetta e un po' sfattona.. Così ero a scuola.. Del resto, l'età della scuola è l'età della crescita e della sperimentazione dell'identità.
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