A' come Anteprima. Un laboratorio di rivoluzioni ed evoluzioni sul cibo, che presuppone però basi solide: una famiglia, come la Tallarini, con una lunga esperienza nella gastronomia lombarda, e uno chef come Daniel Facen, svizzero di nascita ma cosmopolita nell'anima, visto che ha lavorato in alberghi prestigiosi sia italiani che stranieri, maturando genio e "sregolatezza". E che ora è executive chef e socio dei questo ristorante, affiancato dal direttore Carlo Pierato, già maître da Gualtìero Marchesi a Erbusco e da Cracco-Peck a Milano.
COME A TEATRO - Lo chef c'è, e si vede. Nel senso che sala e cucina sono divise unicamente da una vetrata attraverso la quale i commensali possono assistere allo show cooking in assoluta diretta. E' un po' il duetto tra scena e platea e tra attori e spettatori, in un'intrigante rappresentazione golosa.
QUESTIONE DI CONTRASTI - Colore violetto, arredi hi-tech in vetro e acciaio, grande banco di lavoro e un sinuoso tavolo in cristallo dove due ospiti possono avere il privilegio di cenare a tête-à-tête con lo staff: la show kitchen di Anteprima è una vera e propria cattedra di bontà. Dall'altra parte c'è invece la zona destinata al desinare, con sedute imbottite, pareti rosa salmone, parquet scuro e lampade di Catellani & Smith.
BOCCONI ORIGINALI - Indubbiamente innovativa, l'ars culinaria di Daniel presuppone una profonda conoscenza chimica e fisica delle materie prime, nonché la lezione di uno chef come Ferran Adrià. Ecco allora nuove tecniche di cottura, destrutturazioni, giochi di consistenze diverse, di colori, di temperature e di sapori. E' il liquido che si contrappone al solido, il freddo al caldo e il dolce al salato. Basta provare il Percorso Creativo Anteprima per capire: una trentina di portate molecolari che risvegliano tutti i sensi. Un percorso fra bocconi sferici e quadrati, tuffi di cucchiaio e giri di rebbi e di rivelazioni inedite al palato, per un itinerario attraverso l'osare e l'intrigare.
LA GRAND CARTE - In alternativa, si può scegliere un menu più normale, tra virgolette, visto che il genio di Daniel non si smentisce mai. Ecco allora i ravioli di vongole e ricci di amre con triglie, kefir e tartufo nero; le papardelle alla farina di riso tailandese, anguilla affumicata con legno di barrique, sfere di pomodoro e croccante di albicocca; scaloppa di rombo con lucanica di gamberi, sughetto al pomodoro e cubetti solidi di alga Kombu; e millefoglie liquida di cioccolata e zafferano con sorbetto alla fragola. Una lunga lista di prelibatezze da assaggiare sia a pranzo che a cena (come del resto l'altro menu). Chi, invece, volesse qualcosa di più veloce è disponibile un menu a 50 euro, comprensivo di due portate, dolce, vino, acqua e caffè.
LA CANTINA - Vanto del locale è la cantina, che conta oltre novecento etichette sia italiane che internazionali, con particolare attenzione a i vini rossi, agli champagne e alle bollicine nostrane. Fiore all'occhiello è il caveau, custode delle bottiglie più rare e pregiate (ogni ospite può decidere di acquistare un vino e di conservarlo qui, nelle migliori condizioni). Molti anche i distillati: più di un centinaio, fra grappe, cognac, armagnac, calvados e rum rigorosamente numerati.